Gazzetta di Reggio

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appropriazione indebita 

Professionista nei guai per versamenti spariti

A processo l’ex amministratore di un palazzo di Largo Biagi Due condomìni parte civile, uno ha ora la casa pignorata

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REGGIO EMILIA

Rate condominiali versate in contanti a cavallo fra il 2013 e il 2014, di cui l’amministratore si sarebbe appropriato senza versare un euro sul conto del palazzo al civico 13 di Largo Marco Biagi, nei pressi del Campovolo.

Questa l’accusa e le indagini del sostituto procuratore Isabella Chiesi sul caso hanno portato di recente all’apertura di un processo – tecnicamente per citazione diretta a giudizio – nei confronti del 62enne Enrico Carrera (originario del Milanese, ma con studio a Reggio Emilia) che è ora nei guai per appropriazione indebita.



Contro di lui si sono costituiti parte civile due residenti nell’edificio e sono tutelati dall’avvocato Ernesto D’Andrea.

Una “mossa” coincisa con la prima udienza davanti al giudice Sarah Iusto.

Presente in aula l’ormai ex amministratore di condominio (è assistito dal legale Elisabetta Beneventi) che nella prossima udienza di fine febbraio verrà sentito – come ha richiesto tramite il difensore – ritenendosi estraneo ai fatti.

La pensano ben diversamente i due condomini che si sentono beffati dal comportamento del professionista.



Nel caso di un dipendente d’azienda di 44 anni – che vive nel palazzo con la compagna – il danno sarebbe doppio.

Accusa Carrera di essersi intascato oltre 5mila euro che gli aveva versato in contanti per il pagamento delle rate condominiali: soldi mai versati sul conto del palazzo e ora richiesti dal nuovo amministratore di condominio. Il 44enne, non avendo nuovamente pagato quelle rate, ora si ritrova con l’appartamento pignorato e rischia di perdere l’immobile.

Sui quattrini versati in contanti dal condomino vi sarebbe però una dichiarazione scritta di Carrera (in mano alla parte civile) che descrive quei versamenti come indirizzati al conto condominiale per pagare le spese relative al residente.

Non solo. Vi sarebbe anche una registrazione che spiega i rapporti fra l’amministratore e il condomino (sempre in mano al 44enne).

L’altra persona costituitasi parte civile è un pensionato di 72 anni che lamenta la consegna di 550 euro in contanti al professionista per le rate condominiali. Soldi spariti e spese condominiali mai saldate, lamenta l’anziano.



«I miei due assistiti chiedono giustizia – si limita a dire l’avvocato di parte civile D’Andrea – perché non si può approfittare della buona fede delle persone, mettendole pure in grossa difficoltà. Ci sono le prove».

Questo non è certo il primo processo che vede un amministratore di condominio alla sbarra: casi spuntati come funghi e che sinora hanno interessato la città, ma anche la provincia (Correggio, Castelnovo Monti). Alcuni procedimenti si sono già conclusi in primo grado, mentre altri stanno venendo avanti sulla scia di inchieste non ancora chiuse. —



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