Reggio Emilia, un centinaio in strada «contro i fascisti» ma la presentazione del libro "anti partigiani" fa il pienone
Al dibattito sul volume “Compagno mitra” di Gianfranco Stella, tanti in piedi e persone fuori dalla sala ad ascoltare. Mentre alla contro manifestazione in via Farini presenti appena la metà delle persone
REGGIO EMILIA. Dopo il pomeriggio di ieri vien da chiedersi – e in molti se lo sono domandato – se per il popolo della sinistra reggiana non sia stato più il danno che l’utile. La presentazione, all’hotel delle Notarie, del libro “Compagno mitra” sulle «atrocità commesse dai partigiani», scritto da Gianfranco Stella, ha suscitato nei giorni scorsi molte critiche da parte dei partiti di sinistra di Reggio Emilia e delle associazioni che si richiamano ai valori della Resistenza. Per questo nel pomeriggio di ieri Anpi, Si, Pci, Mdp - Articolo Uno e diversi cittadini hanno deciso di scendere in strada, alle 16, proprio mentre Stella avrebbe cominciato a parlare del suo volume qualche metro più in là.
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In un centro storico blindato da polizia, Digos e carabinieri, in via Farini si sono però ritrovate solo un centinaio di persone. Appena la metà di quelle che invece, nello stesso momento, stavano alle Notarie ad ascoltare le parole scritte contro il movimento partigiano: sala piena, persone in piedi e fila fuori dalla porta.
Non solo i soliti volti noti della destra e dell’estrema destra reggiana – che pur vi erano, numerosi – ma anche rappresentanti di comitati di cittadini, delusi. E curiosi, probabilmente attratti dalla pubblicità involontaria fatta al libro dalle stesse associazioni che invece lo volevano attaccare. «Prima la presentazione del volume non se la filava nessuno – sussurra qualche manifestante in via Farini, prima che gli organizzatori comincino a parlare – adesso sono tre giorni che sta sui giornali, era anche su Repubblica, hai visto?». Insomma, per dirla con Nanni Moretti, «va be’, continuiamo così, facciamoci del male!».
Come i numeri dei partecipanti, ovviamente anche i contenuti dei due eventi sono stati molto diversi. «Siamo qui per dire basta al revisionismo – ha spiegato Selene Prodi, esponente del Pci, davanti alle sede dell’Anpi di via Farini – e alle manifestazioni fasciste o che agiscono come tali. Dobbiamo tener viva la memoria, la nostra forza sono sempre stati i testimoni di quel periodo che purtroppo ci stanno lasciando. Ora è compito nostro, delle giovani generazioni, tener viva la memoria».
Contro Stella, che nel frattempo stava raccontando di «atrocità» commesse dai partigiani durante la Resistenza, si è scagliato anche Ermete Fiaccadori, presidente reggiano dell’Anpi: «La storia del nostro Paese non può essere riscritta da Gianfranco Stella. I suoi stessi scritti sono stati definiti dagli storici come un lavoro dilettantesco con il solo obiettivo di fare scoop, dobbiamo tener alta la guardia perché si respira la stessa aria del ’38, quando si cominciò con le leggi razziali».
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