Gazzetta di Reggio

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IN ARRIVO IL CANTIERE DI UNIMORE 

Sfrattata dal seminario Radio Telepace cerca una nuova casa

LUIGI VINCETI

L’emittente dovrà lasciare l’edificio entro il 30 giugno 2019 dopo un quarto di secolo trascorso in viale Timavo

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REGGIO EMILIA

Da qualche giorno, a dispetto del nome che porta, Radiopace è in apprensione. L’emittente radiofonica reggiana ha infatti appena ricevuto, dal vicario generale monsignor Alberto Nicelli, l’invito a lasciar liberi i locali che da un quarto di secolo occupa nell’ormai ex Seminario vescovile di viale Timavo. Uno spazio formato da un paio di stanze e un’antenna issata sull’edificio. In quell’immobile verrà aperto il cantiere per la trasformazione da luogo di formazione di religiosi a centro di studi per Unimore, l’ateneo di Modena e Reggio.

La firma dell’accordo fra la diocesi e il polo accademico è del mese scorso e prevede appunto la disponibilità di tutti gli ambienti per aule di studio e residenze per gli studenti. E così l’associazione reggiana di Amici di Radio Telepace ha saputo di dover andarsene entro il prossimo 30 giugno 2019 riconsegnando i locali che occupa.

La scadenza verrà rispettata ma ora dove finiranno redazione e impianti? Con l’aggravante di natura economica: fino ad ora Radiopace non pagava alcuna pigione e anzi riceveva contributi da generosi ascoltatori e soprattutto un contributo fisso annuale, elargito dalla diocesi attraverso i fondi destinati dalla Cei alle comunicazioni sociali, di 12.300 euro l’anno. Un aiuto che, con l’abbandono della postazione, verrà a mancare.

Un autentico terremoto per questa radio nata 25 anni fa quando era vescovo Gilberto Baroni.

Il consiglio presbiteriale diede poi impulso alla diffusione dei notiziari contribuendo (la cifra maggiore fu donata nel 1993 dal vescovo Gibertini) all’acquisto di frequenze e all’allestimento di postazioni.

Ora serve qualcuno disposto ad alloggiare gratuitamente redazione e impianti in un sia pur limitato spazio (40-50 metri quadrati) puntando poi sulla generosità di tanti per garantire l’operosità della struttura. Chi prepara i giornali radio o si alterna ai microfoni racconta che la platea di ascoltatori è incredibilmente ampia ed è formata sia da chi vive in città sia in montagna e nella pianura reggiana. «Ci chiamano persone di tutte le età – racconta una redattrice – che ci chiedono notizie e consigli, ci offrono informazioni e spunti di approfondimento».

Se non ci sarà un’ancora reggiana, Radio Pace dovrà emigrare affidandosi a una radio di Verona. Ma potrebbero cambiare i protagonisti e le trasmissioni che affrontano svariati temi: dagli incontri con la sofferenza ai percorsi musicali per l’autismo, da notizie sui pellegrinaggi agli “operatori di vita”, da suggerimenti di carattere medico ad aggiornamenti su celebrazioni e iniziative ricorrenti nelle principali festività dell’anno. Tredici le frequenze sulle quali corrono quelle parole che raggiungono il veronese, il vicentino e il mantovano ma si spalmano in modo altrettanto chiaro e puntuale sulla città, la pianura e la montagna reggiana, arrivando sino alle città di Modena e Parma.

Possibile che ora debba tacere tutto? «Dateci una mano» è una voce che si alza dalla redazione. Magari in tempo per rallegrare il tradizionale incontro prenatalizio, anticipato a giovedì 15 dicembre nella cripta del seminario. Una festa che coincide con il 25° anniversario della collocazione della regìa e delle antenne in questo luogo. Dopo la celebrazione di una messa ci sarà uno scambio di analisi sul futuro. Chissà che quel giorno non arrivi in dono l’ospitalità per quel manipolo di volontari capaci di portare a tutti serenità e pace! —

LUIGI VINCETI

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