Un procedimento su dieci finisce con la prescrizione
Gli avvocati reggiani in sciopero per quattro giorni contro l’abolizione dell’istituto Saltano le udienze durante la fase di mobilitazione, dal 20 al 23 novembre
Una media di una prescrizione ogni 10 procedimenti penali, con un ventaglio che passa da un’incidenza del 5,7% nei dibattimenti collegiali al 12,3% per i monocratici, fino al 14,4% dell’ufficio gip e al 7,3% della Procura. In numeri assoluti, su un totale di 13.352 procedimenti definiti, la prescrizione è stata raggiunta in 1.402 casi. Sono i dati del tribunale di Reggio contenuti nella relazione presentata a inizio 2018 dal presidente della Corte di Appello di Bologna, Giuseppe Colonna, in tema di prescrizione, argomento al centro di un’accesa battaglia non solo politica dopo l’annuncio del Guardasigilli, Alfonso Bonafede, delle norme contenute nella legge da lui ribattezzata “spazzacorrotti”.
Fra queste, anche le modifiche all’istituto della prescrizione – al centro di un lungo tira e molla fra M5s e Lega – il cui corso verrà sospeso dalla pronuncia della sentenza di primo grado fino alla data di esecutività della sentenza stessa, sia per chi è condannato, sia per chi è assolto. Un pacchetto di misure incluso nel ddl anticorruzione, che andrà in Parlamento il 19 novembre. La norma entrerebbe in vigore dal 2020. Ma, secondo alcune stime, non essendo retroattiva gli effetti si otterrebbero solo nell’arco dei due o tre anni successivi. E se l’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha in parte accolto con favore la proposta, sottolineandone le conseguenze positive per contrastare l’impunità ma anche l’inefficacia in mancanza di una riforma della giustizia più ampia, dalle Camere Penali hanno annunciato battaglia, stroncando l’emendamento e considerando negativa la sua incidenza rispetto al principio costituzionale della ragionevole durata del processo.
Contro la norma la Camera Penale di Reggio Emilia, aderendo alla mobilitazione indetta dall’Unione Camere penali italiane, ha proclamato quattro giorni di sciopero. E gli avvocati penalisti reggiani incroceranno le braccia dal 20 al 23 novembre, organizzando inoltre iniziative collaterali di sensibilizzazione o di protesta.
Secondo i dati contenuti nella relazione della Corte d’Appello, nell’anno giudiziario 2016-2017 su 35 procedimenti collegiali definiti nel tribunale di Reggio, due sono finiti con un proscioglimento per prescrizione prima del dibattimento. Per quanto riguarda invece i 1.741 procedimenti monocratici, i proscioglimenti per prescrizione prima del dibattimento sono stati 214, ai quali – sempre per prescrizione – si aggiunge un’unica sentenza a non doversi procedere. Sono state invece 642 le archiviazioni per prescrizione definite dall’ufficio gip/gup, su un totale di 4.735 procedimenti, 42 dei quali conclusi con sentenza a non doversi a procedere. Sono infine 502 i casi in cui la procura ha inviato al gip richiesta di archiviazione per sopraggiunta prescrizione. Per il secondo grado di giudizio, maggiormente interessato dalle modifiche annunciate dal ministro, secondo la relazione della corte d’Appello di Bologna nel 2017 il non doversi procedere a seguito di intervenuta prescrizione ha interessato 1.676 procedimenti, pari al 25,8% dei definiti. Numeri che, alla luce dell’«imponente numero di processi in attesa della celebrazione» sono stati considerati anche dallo stesso presidente della corte d’Appello bolognese «uno degli snodi di maggiore criticità del sistema». Una criticità che chiama in causa la necessità di maggiori risorse per evitare ulteriori ripercussioni sui tempi della giustizia. Argomento, quest’ultimo, in cui il tribunale di Reggio Emilia eccelle per velocità nei procedimenti collegiali: se la durata media è di 640 giorni, nel nostro Palazzo di giustizia scende a 240 giorni. —
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