Addio al pasticciere Erio Boni, deliziò Reggio Emilia con i suoi dolci
È morto ieri mattina a 82 anni uno dei custodi delle specialità reggiane. Per 56 anni ha gestito lo storico locale di via Roma, laboratorio delle sue creazioni
REGGIO EMILIA. Burbero all’apparenza, forse per nascondere quella bontà che ha trasferito nelle sue creazioni, e con un cuore grande così. È morto all’alba di ieri Erio Boni, il famoso pasticcere di via Roma: aveva 82 anni.
Era nato a Montecchio da un padre fornaio, dal quale aveva evidentemente ereditato la voglia e la capacità di preparare alimenti gustosi, ma si era subito specializzato nei dolci, in quei manicaretti che rappresentano, da oltre mezzo secolo, tante specialità reggiane. Per i concittadini entrare nel suo negozio è sempre stata una immersione nei profumi del cioccolato, dello zucchero, di altre ghiottonerie.
Chi non ha gustato, almeno a Natale, il suo Biscione o la Spongata? Chi non ha assaggiato un cannellino o le torte di frutta, i Pandoro?
L’elenco potrebbe continuare. Facile conquistare un ospite di passaggio dalla nostra città portandolo a spasso in via Roma e poi, per caso, fingere una sosta improvvisata. Regalava sempre sapori e consigli.
Purtroppo da circa quattro anni aveva cominciato a rallentare il passo, prima soffrendo di diabete poi per la rottura di un’anca e l’innesto di un peacemaker e infine per una ischemia, che lo aveva colpito nel 2017 e che la scorsa settimana si è ripetuta, costringendolo a ricorrere alle cure in ospedale.
Dove ieri, verso le 6, si è spento, quasi nel sonno. Una piccola consolazione, per la moglie Piera al suo capezzale e per i figli Fabrizio e Maurizio, immaginare che non abbia sofferto.
D’ora in poi mancherà dietro quel bancone della pasticceria di via Roma dove trascorreva intere giornate insieme ai familiari e al personale dipendente.
Dipendenti che in larga parte stanno lavorando in questo locale da decenni. Perché se seguivano i suoi precetti venivano considerati alla stregua di componenti della stessa famiglia.
La pasticceria Boni venne fondata nel lontano 1890 nel trivio che accede a via Secchi, via Alighieri e via Roma, uno degli angoli più vecchi della città. Ed Erio Boni l’accudiva ormai da 56 anni.
Sei anni fa l’aveva ampiamente ristrutturata per darle un nuovo look, proponendo un ambiente più moderno, con tre eleganti vetrine e un’atmosfera da antica pasticceria di lusso, mantenendo gli antichi arredi ma collocandoli in un clima diverso.
La definiva la sua “gioielleria” perché è qui che creava i suoi tesori. La qualità era l’elemento cui puntava sempre cercando, con pignoleria, di avere soltanto prodotti freschi ed eccellenti. Quando poteva serviva veloci pranzi.
Era il suo modo di guardare avanti, di puntare al futuro mantenendo invariata la serietà e la correttezza e conservando l’antica collocazione in un quartiere pieno di vita e vicino a chiunque pretendesse i dolci della tradizione. Domani i funerali.
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