Da giardino settecentesco a deserto I volontari contro il progetto estense
Delusione e incredulità alla vista dei rendering sul parco della Reggia: ignorati quindici anni di confronto con i rivaltesi
reggio emilia
Se quel che resta della Reggia estense vive di iniziative e manifestazioni, è abitata e non abbandonata a se stessa lo si deve, principalmente, al volontariato e all’opera di un gruppo di cittadini, riuniti nell’associazione “Insieme per Rivalta”.
In quasi quindici anni di impegno la comunità rivaltese ha fatto di quel palazzo, e di quei giardini settecenteschi, un simbolo.
Vi hanno costruito attorno idee, progetti, speranze di rinascita e di recupero dell’antica gloria ducale. Dentro quei luoghi, fra costumi dell’epoca, gare e orti, è cresciuta una generazione, si sono stretti legami, sono nati degli amori. Ma dopo tutto questo tempo i sogni coltivati per oltre un decennio si sono tramutati in incubo, quando i volontari hanno spulciato il progetto vincitore del bando milionario per la riqualificazione della Reggia.
Così, per esprimere il loro disappunto, hanno scritto una lettera al sindaco Luca Vecchi, all’architetto Massimo Magnani, dirigente dell’Area competitività del Comune, e ad alcuni assessori. E stanno preparando altre iniziative di protesta.
Vale la pena, per contestualizzare la critica sollevata dai cittadini, ripercorrere a grandi linee le tappe di questa vicenda. Perché vi sia un Rinascimento servono, oltre alla creatività, anche i mecenati e per anni i sogni dell’associazione sono stati frenati da un solo grande limite: i soldi. Troppo pochi quelli a disposizione delle amministrazioni locali per poter realizzare l’ambizioso progetto di valorizzazione dei Giardini, per lungo tempo rimasto incastrato in rendering e pannelli. Poi però, è arrivata la svolta. Grazie a un imponente finanziamento europeo il precedente ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha dato vita al progetto chiamato “Ducato Estense”, promosso per i territori degli antichi stati ducali: Ferrara, Modena, Reggio Emilia e la Garfagnana in provincia di Lucca. Al territorio reggiano sono stati destinati circa 14 milioni e mezzo di euro, e questo ha riacceso le speranze dell’associazione rivaltese: finalmente i fondi per ricreare i Giardini estensi c’erano.
Per l’assegnazione dei lavori il Comune ha quindi avviato un bando di concorso di progettazione (con la modalità della procedura aperta) per “il restauro e la valorizzazione del Parco e del Giardino segreto della Reggia”.
Se chiunque poteva partecipare, la convinzione dei rivaltesi era però quella che l’amministrazione, nei criteri di selezione, si sarebbe attenuta a quanto discusso negli anni all’interno del progetto “Reggia di Rivalta. Processo partecipato per il recupero di un bene storico architettonico” realizzato proprio dal Comune con i cittadini nel 2009. Vocazione pubblica, sostenibilità economica e soprattutto equilibrio tra lo spirito del luogo e lo spirito del tempo, tra il manufatto e la sua storia e i bisogni, nonché le aspirazioni, della società contemporanea.
Poi, a ottobre, sono state aperte le buste con i nomi dei vincitori del concorso, scelti fra una rosa di 25 partecipanti di varie nazionalità. Il progetto è stato assegnato a un gruppo di studio italiano che ha base in Olanda, il raggruppamento temporaneo di professionisti (Rtp) “Openfabric – F&M Ingegneria spa – Alessandro Parodi – Fabrizio Polimone”, e illustrato il 16 ottobre ai rivaltesi dall’architetto Luca Molinari, presidente della commissione giudicatrice, e dal dirigente del Comune Massimo Magnani.
Per un importo pari a 6,8 milioni di euro, il progetto cambierà radicalmente tutto il sistema del verde e delle acque, il belvedere, il muro di cinta, la vasca ovale e le fruttiere. Quando pero i volontari di “Insieme per Rivalta” hanno visto i rendering dello studio di architetti, sul gruppo WhatsApp dell’associazione è stato un rincorrersi di frasi di incredulità e delusione. Di tutto quel verde che avevano sempre immaginato, dei gloriosi giardini settecenteschi, non vi era traccia. Solo una subsahariana spianata marroncina, adatta forse a un remake di Ben Hur. —
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