Disegni e giocattoli nello spazio prelievi a misura di bambino
Presentato il nuovo progetto di Reggio senza barriere Lo scopo è rendere piacevole l’ospedale per i piccoli pazienti
REGGIO EMILIA
L’ospedale è quel posto dove infermieri e dottori, con lunghi camici bianchi e grosse siringhe, girano per i corridoi asettici e tetri. Questo potrebbero essere un esempio di ciò che un bambino potrebbe pensare quando sente la parola “ospedale”. Proprio a fronte di ciò è nato il progetto di accoglienza dello Spazio prelievi dedicato ai bambini al Santa Maria, incluso nel programma più ampio di “Reggio senza barriere”, che ha visto la collaborazione di associazione Casina dei Bimbi, Comune e Ausl.
Il reparto, già attivo da 4 anni e situato al piano terra dei poliambulatori, è stato rinnovato con disegni realizzati e studiati dall’illustratrice Cristiana Valentini che rappresentano paesaggi fantastici e animaletti colorati affissi alle pareti. Inoltre, sia all’interno dell’ambulatorio sia all’esterno, sono state collocate due casette giocattolo per permettere ai piccoli pazienti una permanenza più piacevole. Per consentire tutto ciò “Reggio senza barriere” ha stanziato 5mila euro, come spiega la responsabile e presidente Fcr, Annalisa Rabitti: «È un piccolo progetto, ma tiene in considerazione le esigenze di chi non può dire ciò che vuole. La paura in un bambino è importante, non solo perché rende più difficile il lavoro degli operatori sanitari, ma anche perché non permette loro di trovare uno spiraglio in situazioni già complesse».
Recenti studi dimostrano come un ambiente confortevole aiuti l’umore del paziente e agevoli le guarigioni. «Far sentire un bambino a proprio agio è fondamentale — dichiara Fausto Nicolini, direttore generale dell’Ausl Irccs di Reggio — Vedere il sorriso del proprio figlio, anche se malato, rasserena i genitori e rende più agevole l’operato di medici e infermieri. Non bisogna però escludere l’importante lavoro che i volontari fanno ogni giorno».
Sono circa 15 i bambini che per 5 giorni a settimana vengono sottoposti a prelievi e seguiti dagli operatori dell’associazione Casina dei Bimbi, con giochi e attenti escamotage per affrontare la paura. «C’è necessità di differenziare i bisogni degli adulti da quelli dei bambini — dice la presidente dell’associazione, Claudia Nasi — Così come le nostre attenzioni devono essere rivolte a ogni piccolo paziente, sia cronico che occasionale. Ed è proprio per questo che abbiamo accettato la richiesta dell’equipe medica di formarli in modo specifico in merito alle tecniche paraospedaliere che da sempre adottiamo, tra tante il “guanto magico”».
Sulle pareti del corridoio sono posti gechi di cartone che guidano pazienti e familiari verso l’ambulatorio; gechi che sono raffigurati anche sui dépliant che verranno distribuiti a partire dagli studi medici dei pediatri, che contengono informazioni sull’impegno dell’ospedale e dei volontari attraverso la comunicazione aumentata, ossia il linguaggio dei simboli, per permettere a tutti una efficace comprensione. «La nostra sanità sta crescendo e questo nuovo progetto lo dimostra — afferma il sindaco Luca Vecchi — È partendo dalle piccole cose che si arriva a grandi obiettivi. Bellezza, colore, gioco e creatività caratterizzano ogni bambino, anche quelli malati, e riproducendo queste loro qualità in un ambiente come l’ospedale si contribuisce a un cambiamento per la loro salute e per la città». —
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