Il gruppo delle Agende Rosse lo ricorda davanti alla stele
Ieri una breve cerimonia nel cortile della caserma dei carabinieri di Brescello in memoria del sacrificio del luogotenente di 46 anni
BRESCELLO
Ieri ricorreva il quindicesimo anniversario della strage di Nassiriya, nella quale persero la vita 19 italiani:12 carabinieri, 5 militari dell’esercito e due civili, un cooperatore internazionale e un regista. Tra questi, anche il sottotenente Filippo Merlino, 46enne originario della Basilicata ma molto legato alla Bassa reggiana. A Brescello aveva mosso i primi passi nell’Arma e aveva conosciuto la sua futura moglie Alessandra Savio. Abitava nella vicina Viadana, ma era molto legato al paese di Peppone e Don Camillo, che frequentava abitualmente. Ieri i gruppi Agende Rosse “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Brescello e “Emanuela Loi” di Mantova hanno deposto un mazzo di fiori davanti alla lapide che ricorda il sacrificio di Merlino, nel cortile della caserma di Brescello che gli venne intitolata cinque anni fa, in occasione di una cerimonia molto sentita e partecipata, nel corso della quale gli vennero attribuiti tutti gli onori.
Quella di Merlino è stata una carriera ricca di esperienze significative, nel corso della quale ricevette molte medaglie d’oro e d’argento per i suoi meriti nelle missioni umanitarie: nel 1994 in Macedonia e in Kosovo, nel 1999 in Albania, nel 2000 e nel 2002 in Bosnia e di nuovo in Kosovo. Nel 1996 fu nominato responsabile della sicurezza dell’Ambasciata italiana a Mosca, dove rimase per un anno. Il 17 luglio 2003 partì per la missione umanitaria in Iraq, denominata“Antica Babilonia”, che gli costò la vita il 12 novembre 2003 a Nassiriya. Il pensiero di Agende Rosse, accompagnato da un biglietto, ha ricevuto gli apprezzamenti del comandante della caserma, il maresciallo Antonio Orfei. —
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