Tre case, l’azienda gioielli e auto: tutti confiscati i beni di Claudio Borelli
Il tribunale accoglie la richiesta del pm Pantani ed emette il provvedimento. Ne è esclusa la sola pensione del 73enne al centro di varie indagini
BAGNOLO
È diventata esecutiva la confisca dei beni dell’imprenditore Claudio Borelli, a suo tempo già sottoposti a sigilli nell’ambito di un sequestro preventivo. Si tratta di tre abitazioni e relative pertinenze per un valore di circa 500.000 euro, il complesso aziendale composto da tre capannoni industriali con relativi impianti, macchinari e prodotti, una moto e otto auto; 2.400 armi da fuoco (valore di 1,5 milioni di euro); 169 pezzi tra orologi di pregio, anelli, collane e bracciali d’oro. Poi, sui suoi conti, 1,5 milioni di euro e 3.100 dollari.
Esclusa dal provvedimento, che riguarda beni ritenuti provenienti da proventi illeciti, è la pensione corrisposta al 73enne. Con il provvedimento, il tribunale di Reggio ha accolto la richiesta del pm Maria Rita Pantani.
«Si tratta di un evasore pericoloso», aveva argomentato il sostituto procuratore davanti al collegio presieduto dal giudice Cristina Beretti, con Andrea Rat e Chiara Alberti a latere, nella stringata discussione con la quale la Procura di Reggio chiedeva, a fine agosto, la confisca di tutto il patrimonio di Borelli. Case, impresa, auto e, soprattutto, le oltre 2.000 armi che l’imprenditore teneva in casa. Un arsenale che lo ha messo nei guai sia sul piano penale che su quello fiscale, dopo un controllo che dalle pistole e dai fucili si era spostato poi sul piano fiscale. Borelli è considerato un «evasore socialmente pericoloso», che dichiarava al fisco 20 mila euro all’anno. «Nemmeno sufficienti a stare al passo con il costo della vita in base ai parametri dell'Istat», avevano già messo in chiaro gli inquirenti. Bruscolini rispetto al giro d’affari della sua azienda di oleodinamica con sede a Bagnolo: 3,4 milioni di euro l’anno. Per la Procura, a seguito di una segnalazione della questura, Borelli, dal 2011 al 2014, ha nascosto 5 milioni di base imponibile al fisco. Il collegio si era riservato sul provvedimento, prendendosi 90 giorni di tempo per giungere a sentenza, poi arrivata ancora prima dello scadere dei tre mesi. «Al momento non ho ricevuto alcuna notifica», commenta l’avvocato difensore Alessio Fornaciari. A causa della sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio dell’imprenditore e di alcune persone a lui vicine, era stato chiesto, e il tribunale aveva già disposto, il sequestro dei beni di Borelli. Di conseguenza, erano stati messi i sigilli all’ingente patrimonio, che ora è passato a confisca.—
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