Unieco, venti offerte per il ramo ambiente Sfida fra multiutility privati e cooperative
Chiusa la prima fase delle manifestazioni di interesse Per l’acquisizione sarebbero in corsa anche Iren e Aimag
Una ventina di manifestazioni di interesse, fra le quali ci sarebbero anche Iren, Aimag e un raggruppamento temporaneo di imprese proveniente dal mondo cooperativo. Più altri player privati, impegnati nel settore rifiuti e bonifiche. Che il piatto fosse ghiotto era noto. Ma ora, chiusa la prima fase di preselezione, si comincia ad entrare davvero nel vivo della sfida per accaparrarsi Unieco Holding Ambiente, il “cespite” principale del colosso di via Ruini in liquidazione coatta dal 7 aprile 2017.
Un processo di riorganizzazione e di accorpamento per un totale di venti società distribuite in cinque regioni (Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Marche, Puglia). Una ricca dotazione tra impianti e piattaforme. E un bilancio consolidato che viaggia verso i 140 milioni e supera i 250 milioni se si considera quanto gestito tramite personale proprio nelle società collegate. Sono questi i numeri della holding della divisione Ambiente, su cui da tempo si sono concentrati gli appetiti di numerosi operatori del settore. Sabato si è chiusa la fase preliminare per partecipare alla manifestazione di interesse non vincolante, aperta il 10 ottobre. E domani, alla presenza del commissario liquidatore Unieco, Corrado Baldini, è in programma una riunione durante la quale verranno esaminate in prima battuta le manifestazioni pervenute.
L’iter per la cessione, infatti, è complesso. E prevede una serie di step, prima di arrivare alla predisposizione del bando e alla successiva aggiudicazione. A cominciare da un’analisi dei soggetti che hanno mostrato interesse, che nel caso rispettino determinati requisiti – come l’iscrizione alla White List o precisi parametri finanziari – accederanno alla cosiddetta Data Room, dando in pratica il via alla due diligence e visionando così tutta la documentazione della holding. Le manifestazioni saranno sottoposte al comitato di sorveglianza per un parere non vincolante. E – dopo il via libera del Mise – seguirà l’apertura del bando di gara dove far pervenire le offerte irrevocabili di acquisto. Chi presenterà un’offerta metterà nero su bianco una cifra frutto di una propria valutazione, senza essere a conoscenza della perizia che sarà incaricata pressocché in contemporanea dalla procedura, attraverso la quale sarà stabilito il valore di riferimento alla base della competizione. L’obiettivo è far partire la due diligence entro la fine dell’anno, per poi concludere la procedura di cessione entro l’estate del 2019.
Secondo le indiscrezioni, a manifestare interesse per la holding ci sarebbe anche Iren, che già in passato insieme a Coopservice aveva messo gli occhi sulla società. Un interesse confermato di recente anche dall’ad della multiutility, Massimiliano Bianco, che solo un mese fa ha ricordato che «Iren ha sempre manifestato interesse a investire sulle aree geografiche su cui operava Unieco Ambiente e che la pratica sarà seguita dall’azienda con attenzione». Una sfida che Iren potrebbe dover affrontare verosimilmente anche contro Aimag, multiutility che opera nella Bassa modenese e mantovana. Senza contare il presunto interessamento manifestato da un pool di coop, pronte a riprendere in mano uno dei piatti più ghiotti del colosso di via Ruini finito in frantumi. —
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