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Via Pieve, i commercianti si lamentano «Lavori troppo lunghi e siamo senza luce»

Mauro Pinotti
Via Pieve, i commercianti si lamentano «Lavori troppo lunghi e siamo senza luce»

I residenti: «Rotonda pericolosa perché la strada è stretta e le auto, per girare in via Solarolo, salgono sul marciapiede»

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Marciapiedi e rotonda. Sono stati questi i “tormentoni” della scorsa estate in via Pievem nell’omonima frazione guastallese. Ora la via è stata riaperta, i marciapiedi sono stati fatti, la rotonda pure, ma la segnaletica manca ancora. E il caos è scoppiato. Anche sul web, perché un residente ha fotografato un bus Seta che, per errore, è transitato dalla rotatoria e si è incastrato. Una volta pubblicata l’immagine su Facebook, le polemiche sono diventate inarrestabili.

I lavori di riqualificazione di via Pieve, progettati nel 2017, dovevano risolvere una situazione di traffico intenso nella frazione, soprattutto per la mancanza di marciapiedi e ciclabili, oltre al fatto che le auto passavano a velocità sostenuta. Il progetto “Le frazioni al centro”, voluto dall'amministrazione comunale e seguito dall'assessore all'urbanistica Chiara Lanzoni, era partito a fine gennaio 2016 ed è stato condiviso dai residenti e dagli operatori commerciali durante una lunga serie di incontri. Nell'estate 2018 i lavori sono partiti, ma secondo residenti e commercianti dovevano durare tre mesi, invece di quattro. E la presenza di un cantiere così lungo ha scatenato le proteste.



Angela Bonvicini, titolare della tabaccheria di via Pieve, ribadisce che «durante gli incontri con l'amministrazione comunale era stato detto che i lavori dovevano durare 90 giorni». E aggiunge: «Quando abbiamo visto che i tre mesi erano scaduti, abbiamo chiesto chiarimenti in Comune, ma ci hanno risposto, prima di tutto, che non avevano mai parlato di 90 giorni, e comunque si trattava di 90 giorni lavorativi con settimane di 5 giorni, eccetera. E qui ci siamo sentiti un po' presi in giro. La strada è stata chiusa per troppo tempo».

Franco Benotti, cliente della tabaccheria, replica: «Negli Stati Uniti per fare 50 chilometri di strada impiegano una settimana. Qui per fare 200 metri di strada, 4 mesi. C'è qualcosa che non quadra a Guastalla».

Poco più avanti c'è la macelleria-gastronomia di Marcello Cani: «Siamo stati barricati per 4 mesi, al punto che io, dal 25 luglio al 7 novembre, ho tenuto la macelleria chiusa al pomeriggio. Non passava nessuno. In questo cantiere lavoravano due persone al giorno. Poi ad agosto hanno pure fatto 15 giorni di ferie. Non potevano mettere un'altra squadra?»



A ridosso della tanto discussa rotonda c'è l'erboristeria di Cristiana Zilocchi: «Per mesi ho avuto le macchine operatrici davanti al negozio. Avevo paura che qualcuno piombasse all'interno con qualche attrezzo. Sono contenta che abbiano riaperto la strada, visto che stiamo andando verso il periodo natalizio. Speriamo bene, perché non è stata messa alcuna segnaletica e, di sera, siamo al buio. Non c'è illuminazione. È dal 16 luglio che noi commercianti siamo alle prese con questo cantiere. E per entrare dovevamo servirci di una passerella formata da assi di legno che veniva modificata di giorno in giorno».

In via Pieve c'è anche una rosticceria. Il titolare è Giorgio Malagoli: «I lavori hanno creato grossi disagi a noi commercianti, ma anche ai residenti. Ci sono state famiglie costrette a lasciare fuori casa le loro auto. E se le rubavano o le danneggiavano, chi pagava? C'è stata grande disorganizzazione tra amministrazione comunale e azienda incaricata dei lavori per la fornitura dei materiali. A ottobre hanno ordinato i pali della luce. Perché? Prima non sapevano che servivano?».

Più comprensiva Antonella Bacchiavini, titolare del forno: «I disagi, a causa di lavori, ci sono sempre stati. Ma questo fa parte del gioco». «Resta il nodo della rotonda – dicono i residenti –. La strada è troppo stretta; per girare da via Pieve in via Solarolo le macchine devono per forza salire sul marciapiede». Dal Comune fanno sapere: «La rotonda è a sormonto e quindi calpestabile dai mezzi. È prevista così». —



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