«Dopo cinquant’anni l’arte del capello resta la mia passione»
Francesca Sesler oggi festeggia mezzo secolo di carriera Dai saloni aperti in città agli incontri con i guru della moda
REGGIO EMILIA
Cinquant’anni di carriera sono un traguardo che va festeggiato come si deve. Soprattutto se si tratta di una carriera florida come quella di Francesca Sesler, storica parrucchiera reggiana del salone omonimo. Nata proprio a Reggio da una famiglia di origini norvegesi ma in Italia da quattro generazioni, Francesca comincia la sua attività giovanissima.
«Sono nata coi capelli in mano» racconta ridendo. E infatti, già a 14 anni si mette al lavoro e comincia a fare esperienza durante l’apprendistato. La sua passione per l’arte del capello è talmente incontenibile che finisce per contagiare anche il fratello minore e, più avanti, il suo ragazzo, che poi diventerà suo marito. Ed è proprio con loro che apre il suo primo salone, “Vanità”, dopo quattro anni di accademia.
Da lì intraprende un percorso professionale lungo e ricco di soddisfazioni, da sempre rivolto alla ricerca, alla formazione e alle novità. Nel giro di breve tempo, il nuovo salone “Shampo” diventa un punto di riferimento per tutta Reggio e non solo. «La nostra città negli anni Ottanta e Novanta era una vera magia – ricorda Francesca –. I locali erano affollatissimi, pieni di ragazzi che iniziavano a frequentare il centro».
Un’aria di fermento che si respirava in tutti gli ambienti: dalla moda che ruotava attorno al negozio “Biba” alla tavola e alla vita notturna: impossibile non ricordare il panino “sottomarino” della “Tavernetta”, la gelateria “Frigidarium” e il “Bar Grattacielo”».
Nel 1990 si taglia di nuovo il nastro: insieme a James Longagnani apre un salone nuovo di zecca, il “James Hair Stylist”, dedicandosi anche al make up. Ma l’abilità nel mestiere e l’intraprendenza portano Francesca Sesler anche fuori dalla città, e spesso e volentieri, dall’Italia: tantissime le collaborazioni con i grandi marchi e le personalità del mondo dell’alta moda, da Max Mara a Ferré, da Mila Shon a Valentino, fino al guru dello stile Made in Italy, Giorgio Armani: «Ripenso al primo incontro con lui. Dovevo presentarmi alle sei di mattina, così sono partita in macchina da sola, a notte fonda, per arrivare in tempo. Quando finalmente sono giunta a destinazione, ecco che lo vedo, in camice bianco, già pronto a dirigere e coordinare i suoi collaboratori. Un vero leader!».
Lei, imbarazzata e impaurita. Lui, un mostro sacro. «Diceva sempre che a Milano c’erano due stilisti, uno bravo e uno famoso. E che lui non era quello famoso». Un maestro che le ha insegnato come stile e semplicità siano per sempre: «Diceva: “Un tubino con scarpa bassa al mattino, un tubino con tacco e gioiello la sera!”. Oltre ai grandi nomi del fashion system, Francesca vanta partecipazioni a backstage e servizi fotografici per diverse riviste, ma anche per il teatro, il cinema, la pubblicità, oltre che per importanti festival ed eventi in giro per il mondo.
La chiave del suo successo? «La curiosità, la passione, la grande energia che mettiamo in ciò che facciamo» rivela. Un successo che va celebrato a dovere: «Festeggerò con tutti quelli che hanno fatto parte della mia vita, con le mie titolari e le mie clienti, a Walter Garavaldi, proprietario della pellicceria di vicolo Corbelli e mio grande amico, e a Riccardo Aldini, musicista che ci accompagnerà con la sua chitarra». L’appuntamento è oggi alle 18.30 in via Pansa 23. —
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