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Entrata a gamba tesa della Guatteri, capogruppo grillina in consiglio «Una promessa che è una certezza, non gli sarà rinnovato il contratto» 

L’attacco del M5s: «Se vinceremo cacceremo l’architetto Magnani»

L’attacco del M5s: «Se vinceremo cacceremo l’architetto Magnani»

l’attaccoreggio emiliaNella polemica tutta cittadina fra amministrazione comunale e rivaltesi è entrato, a gamba tesa, anche il Movimento 5 Stelle locale. E lo ha fatto con una dichiarazione che sa...

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Nella polemica tutta cittadina fra amministrazione comunale e rivaltesi è entrato, a gamba tesa, anche il Movimento 5 Stelle locale. E lo ha fatto con una dichiarazione che sa di minaccia: «Una promessa che con noi è certezza – ha dichiarato la capogruppo pentastellata in consiglio comunale, Alessandra Guatteri – l’architetto Magnani non si vedrà rinnovato il contratto in caso di vittoria del Movimento 5 Stelle».

La citazione del dirigente dell’Area competitività del Comune, cugino di Delrio, non è casuale: «Il “metodo Magnani-Spadoni” – prosegue l’attacco politico della Guatteri – tanto caro a Vecchi e Delrio colpisce ancora. C’è gente che ha scambiato Reggio come una deprimente città della ex Germania Est da ricostruire in maniera iper moderna nel dopo-Muro, mentre dovrebbe imparare che siamo a Reggio Emilia e in Emilia Romagna con la sua storia da rispettare e da valorizzare. Questa volta è il sogno di rivedere rinascere il giardino estense della Reggia ad essere travolto».

Cinque anni fa, prosegue la capogruppo, «sostenemmo con forza la proposta di puntare sul rifacimento dell’allora Giardino estense e ristrutturare l’ala del palazzo ducale. L’esempio è quello della Reggia di Colorno o di altre residenze storiche. E collegare questo progetto con la stessa Mediopadana per far sì che la Reggia diventi un polo turistico per Reggio e non solo un parco cittadino».

I cittadini di Rivalta che da anni sognano questo progetto, «sono stati traditi va avanti la pentastellata – anni di dibattiti, iniziative partecipate portate avanti dall’allora assessore Colzi, proposte buttate nel cestino dalla solita arroganza. Non erano bastate le schifezze dei bunker stile “Vallo Atlantico” di Porta Santo Stefano, non era bastata la spianata di cemento interrato di piazza della Vittoria, non è bastato lo scempio dei Chiostri. Ora arriva lo scempio finale».

Per questo, conclude la Guatteri, «chiediamo immediate modifiche del progetto nel rispetto dell’originale progetto di giardino estense. Quella è la via da seguire e siamo pronti anche a richiedere l’intervento della Soprintendenza». —

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