Con nomi falsi apre conti e ricicla assegni rubati
Un 35enne mette nel mirino tre filiali del Credem ma viene scoperto: la Corte lo condanna a 4 anni e 2 mesi di carcere
REGGIO EMILIA
Nel febbraio 2011 ha preso di mira tre banche per truffarle, presentandosi nelle filiali ma con un’identità fasulla attraverso sempre lo stesso escamotage, cioè falsificando carte d’identità rilasciate regolarmente dall’ufficio anagrafe.
LA CONDANNA
Ieri il 35enne Gianluca Maio – origini campane ma a quanto pare con diversi contatti in Emilia – è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per una serie di reati: riciclaggio, falsità materiale, truffa, tentata truffa e sostituzione di persona.
Una serie di episodi che la Procura ha racchiuso nel febbraio di sette anni fa, con due indagini separate che in udienza sono state raggruppate in un unico procedimento.
Solo avvocati d’ufficio per quest’uomo mai comparso in aula (di cui si sa solo che ha precedenti penali specifici infraquinquennali) e che nemmeno i legali hanno mai nè visto nè incontrato: nel troncone principale è difeso dall’avvocato Carmine Migale, in quello di minore gravità dal legale Luigi Scarcella.
IDENTITÀ FASULLE
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – e ritenuto ieri provato dalla Corte (presieduta da Simone Medioli Devoto, a latere i giudici Sarh Iusto e Chiara Alberti) – ogni mossa del casertano è stata anticipata dalla falsificazione di carte d’identità che apparentemente apparivano emesse dal Comune di Reggio Emilia (due) e di Modena.
Tre documenti in cui la foto è effettivamente quella di Maio, ma non le generalità e l’indirizzo che risultano del tutto inventati.
Usando quelle generalità fasulle il 35enne apre dei conti correnti bancari, su cui versare degli assegni rubati per poi prelevare denaro contante. Alla filiale Credem di Montecchio versa un assegno di 5mila euro, per poi prelevare 250 euro con il bancomat. Nella filiale Credem di Formigine (Modena) porterà cinque assegni (emessi correttamente per oltre 7mila euro da Unicredit per conto dell’Inail, ma versati dall’imputato alterando il nominativo del reale beneficiario) per incassare successivamente 6.600 euro in contanti attraverso tre prelievi. Tutto ciò viene inquadrato come riciclaggio.
SALTA IL COLPO GROSSO
Non gli riesce, invece, il colpo più grosso, cioè una truffa da ben 41.500 euro, depositando l’ennesimo assegno rubato nella filiale Credem di Rolo. Ma stavolta l’ingiusto profitto non si concretizza e il personale della banca nega a Maio un anticipo di 5mila euro. Per l’accusa è una tentata truffa datata 14 febbraio 2011.
Per la tecnica della carta d’identità falsificata, il 35enne è stato condannato anche per sostituzione di persona, perché con quello stratagemma ha indotto in errore il personale delle tre filiali.
Nel processo nessuno si è costituito parte civile: l’avrebbero potuto fare il Credem, l’Inail e chi ha subìto il furto degli assegni. —
T.S.
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