Percosse e umiliazioni nel capo di imputazione ma l’azienda smentisce: «Presunti episodi verbali»
CORREGGIO «Si è trattato di presunti episodi di violenza verbale, non certo fisica». Ieri Coopselios ha minimizzato l’accusa, escludendo abusi fisici sul degente 83enne. Invece il capo d’imputazione...
CORREGGIO
«Si è trattato di presunti episodi di violenza verbale, non certo fisica». Ieri Coopselios ha minimizzato l’accusa, escludendo abusi fisici sul degente 83enne. Invece il capo d’imputazione – l’articolo 572, maltrattamenti aggravati perché in danno di persona portatrice di minorazione fisica, coricato sul letto, non autosufficiente, profittando dell’assenza dei parenti in visita – riferisce di «percosse e sberle, manate allo stomaco, graffi con cadenza pressoché quindicinale» all’indirizzo dell’83enne, che veniva «sistematicamente allontanato dal sistema di allarme al fine di impedirne l’attivazione» . Il riferimento è al campanello sul quale il pm Maria Rita Pantani ha disposto un approfondimento con sopralluogo.
Non solo: le operatrici facevano rimanere l’anziano «bagnato nelle proprie urine per diverse ore, non rispondendo alle sue richieste e intimandogli di dormire». Le intercettazioni ambientali agli atti sono impietose. «Lo lasciamo senza maglia, per lui il pannolino è sprecato», dicevano le addette al poveretto, minacciandolo, se non si fosse subito addormentato, di «chiamare i carabinieri». E ancora, davanti al pensionato che chiedeva aiuto, un’operatrice che rispondeva: «Sai dove ti mando? Fuori dalla finestra. Ti faccio volare come Superman». —
AM.P.
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