Reggio riconosce il figlio di una coppia gay
Il sindaco Luca Vecchi, insieme ai colleghi di Scandiano e Castellarano, hanno trascritto l’atto di riconoscimento
REGGIO EMILIA
Tre sindaci reggiani hanno accettato di riconoscere come figli naturali i nati da coppie del medesimo sesso anche se non esiste alcuna norma che regolamenta la materia. Un gesto inedito – hanno affermato – adottato per tutelare i bambini che diventa un modo per stimolare il legislatore ad affrontare questo delicato tema. Autori dell’iniziativa Luca Vecchi sindaco di Reggio, Giorgio Zanni sindaco di Castellarano e presidente della Provincia, Alessio Mammi sindaco di Scandiano che ieri mattina si sono riuniti nella Sala Rossa di piazza Prampolini per spiegare la loro scelta. «La città che per prima in Italia ha registrato una unione civile – ha dichiarato Vecchi – lo è anche su questo fronte. Vedremo se la Procura, alla quale il dirigente comunale dello stato civile Alberto Bevilacqua ha segnalato l’episodio, deciderà se intervenire. Per noi è un atto dovuto, unicamente per il bene del bambino, già accettato in tanti Paesi europei». Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgio Zanni: »Si tratta di un gesto d’umanità, una tutela che non ha colore politico che consente al bambino di avere una famiglia che lo protegga, un atto di responsabilità che ci assumiamo in attesa che il Parlamento si esprima». «La trascrizione mi è parsa una scelta normale – sono le parole di Alessio Mammi – e l’ho accolta come un semplice atto d’amore al quale mi sono approcciato senza ideologie e preconcetti. I bambini hanno il diritto di avere qualcuno che pensi a loro».
Comprensibile la soddisfazione di Alberto Nicolini, presidente dell’Arcigay Gioconda, che si è rallegrato con i tre amministratori e ha auspicato che altri seguano il loro esempio. Poi ha invitato il ministro Fontana a non negare ai bambini allevati da coppie dello stesso sesso i diritti del riconoscimento di figli naturali, il ministro Salvini a tener conto dei figli dei migranti e il sottosegretario alle pari opportunità Spadafora perché offra le offra a tutti i bambini. Ha poi ringraziato Fabiana Montanari e l’avvocato Antonella Borghi per il sostegno a queste decisioni.
In perfetta sintonia, infine, Elisa Del Molin delle Famiglie Arcobaleno. «Sono temi che non compaiono nel contratto del Governo – ha detto – ma in Italia sono tanti che ne avvertono l’importanza. Queste iniziative pilota sono preziose perché si eviti che ci siano bambini di serie B. La rivoluzione del diritto di famiglia è iniziata nel 1975 e nell’ultimo quinquennio diversi Paesi dell’Unione Europea si sono interessati della responsabilità genitoriale, delle adozioni anche senza legami biologici. In caso contrario si trovano indifesi anche i genitori. Speriamo che il gesto reggiano sia seguito in tutta la Regione». —
LUIGI VINCETI
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