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LA PROCEDURA 

Trascritta all’anagrafe la dichiarazione d’intenti della convivente

REGGIO EMILIAIl caso è stato esaminato dall’Ufficio di Stato civile del Comune di Reggio Emilia, secondo questi elementi fondamentali di impostazione: alla richiesta di un atto di riconoscimento di...

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REGGIO EMILIA

Il caso è stato esaminato dall’Ufficio di Stato civile del Comune di Reggio Emilia, secondo questi elementi fondamentali di impostazione: alla richiesta di un atto di riconoscimento di figlio naturale di questo tipo, l’ufficio avrebbe dovuto dare risposta negativa, perché come noto tale atto non è permesso nel nostro ordinamento giuridico né trattasi di materia disponibile da parte del sindaco. Nella materia dello stato civile, infatti, il sindaco agisce quale ufficiale del Governo e sotto la vigilanza del prefetto, per cui non ha potestà di creare nuove tipologie di atti né di alterare nella sostanza quelli previsti dalla normativa. La norma, tuttavia, non impedisce al sindaco di ricevere la dichiarazione anche se priva di effetti, e soprattutto non impedisce la sua conservazione agli atti del Comune, a prova e tutela di una intenzione che se oggi non riceve tutela giuridica, in futuro potrà in ipotesi averla.

In sede di attuazione del processo di fecondazione assistita, la coppia sottoscrive obblighi espressi di cura del nascituro, e ancor più qualora vi fosse l’unione civile vi sono obblighi in materia di conduzione della vita familiare e rispetto del suo indirizzo comunemente concordato, per cui ciò che manca oggi al nostro ordinamento è l’istituto giuridico attraverso cui il soggetto che non è genitore biologico possa formalizzare obblighi e compiti che già esercita e intende esercitare.

Sulla base di tali considerazioni, si è proposto alla coppia il riconoscimento della madre biologica che creasse la corretta registrazione anagrafica, con le necessarie conseguenze in materia di posizione fiscale e tutela sanitaria. Successivamente si è redatto l’atto di riconoscimento della convivente, che rappresenta una dichiarazione depositata agli atti del Comune, priva tuttavia di effetti ai fini anagrafici e di stato civile, perché l’ufficiale d’anagrafe non ha in nessun caso la potestà di variare i dati con atti di questo tipo. Alla dichiarazione ricevuta consegue come obbligo di legge la segnalazione alla procura della Repubblica e alla prefettura.

Ad oggi pertanto il Comune svolge la funzione di custode nei propri atti di una dichiarazione di volontà, che può costituire un documento a data certa che consenta in caso di decesso del genitore biologico di provare l’intenzione di avere in affidamento il bambino, cercando così di impedire il prodursi di automatismi che vedano destinato tale affidamento al Servizio sociale, ovviamente in assenza di altri parenti. —

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