«Eliminare le disuguaglianze non è una scelta populista»
Andrea Costa promuove a pieni voti la scelta dei sindaci di Reggio, Castellarano e Scandiano: semplicemente hanno esteso dei diritti
REGGIO EMILIA
«Non c’è populismo nella scelta di Reggio, Scandiano e Castellarano. Siamo di fronte a un atto di giustizia perché il populismo è quello che mistifica la realtà affinché qualcuno possa trarre un vantaggio a scapito di molti. I nostri Comuni hanno fatto l’esatto opposto. Hanno esteso dei diritti e hanno contribuito a rendere più giusta la società. Questo non è populismo di sinistra, ma eliminare le disuguaglianze e creare un mondo con opportunità per tutti. Ogni cambiamento forte porta con sé delle domande e la necessità di riflettere, ma non possiamo arrestare il cambiamento per paura o eludere la necessità di affrontare temi profondi che toccano la coscienza di ognuno».
Il segretario provinciale del Pd Andrea Costa parte da questa considerazione, che è una risposta agli attacchi arrivati da Lega, M5S e Fratelli d’Italia sulla decisione dei sindaci di Reggio, Scandiano e Castellarano di dare la possibilità di iscrivere all’anagrafe il figlio naturale di una coppia dello stesso sesso. Di fatto, però Costa apre anche il dibattito sull'ultimo libro del direttore de La Stampa Maurizio Molinari “Perché è successo qui” che sarà presentato lunedì 26 novembre alle 18 allo Spazio Gerra dall’autore insieme al politologo Massimiliano Panerari e allo stesso Andrea Costa. Sarà l’occasione, come recita il sottotitolo del libro “per compiere un viaggio all’origine del populismo italiano che scuote l’Europa”.
Edito da La nave di Teseo, il volume è il frutto del viaggio compiuto da Molinari nel nostro paese incontrando e toccando con mano il disagio, le paure le speranze degli italiani. Un viaggio al termine del quale ha raccontato i motivi di una rivolta che ha sorpreso l’Europa e cambiato in profondità la vita pubblica italiana. Per Maurizio Molinari, che prima di dirigere La Stampa è stato per 15 anni corrispondente da Bruxelles, New York e dal Medio Oriente, la spiegazione sta nella reazione di chi si è sentito aggredito dalle disuguaglianze, sorpreso da migranti e flagellato da imposte e corruzione. «Cittadini – scrive Molinari – bisognosi di protezione e sicurezza, feriti dalla globalizzazione e inascoltati dai partiti tradizionali e che con l’avvento dell’informazione digitale hanno visto rafforzata la propria capacità di esprimersi». Il risultato di questi mix è stato che «gli italiani hanno reagito consegnando le proprie sorti al primo governo populista dell’ Europa occidentale. Una scelta che ha finito per innescare un domino di eventi sull’Europa dalle conseguenze imprevedibili».
Il libro di Molinari cerca, riuscendovi, di rispondere alla domanda di come tutto ciò sia potuto accadere in Italia, uno dei paesi più moderati dell’occidente, con una rapidità travolgente e un’accelerazione di sapore rivoluzionario. —
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