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l’incendio a carpi 

Esplosioni al poligono si nasconde in bagno salvato dai poliziotti

Serena Arbizzi
Esplosioni al poligono si nasconde in bagno salvato dai poliziotti

L’imprenditore reggiano William Masoni era a Cibeno È stato liberato dalla trappola di fiamme dai soccorritori

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reggio emilia

«Mirko mi ha tranquillizzato mentre tutto intorno era arso dalle fiamme ed esplodevano munizioni. Poi mi ha sollevato e portato fuori da quell’inferno». A parlare è William Masoni, 68 anni, reggiano, imprenditore in pensione, rimasto intrappolato nel bagno del Poligono di tiro di Cibeno giovedì scorso, quando è divampato il vasto incendio che ha danneggiato pesantemente la struttura. E si rivolge a Mirko Di Rico, assistente capo della Polizia di Carpi, istruttore di tiro e tecniche operative.

Di Rico, insieme all’agente in prova Nicola Paruccini e ai vigili del fuoco, ha salvato Masoni. Per questo, ieri mattina, William ha deciso di andare al Commissariato di via Elsa Morante a Carpi insieme alla moglie Carla Mussini, per portare vino e pasticcini, oltre a una toccante lettera, con la quale ha desiderato ringraziare tutti coloro che l’hanno tratto in salvo. «Quel giovedì il Poligono era aperto così sono andato a tirare: un hobby che posso praticare nonostante la mia invalidità – racconta Masoni – Volevo provare un paio d’armi: una CzBrno del 1938, distrutta, poi, dalle fiamme, e una Sks. Io ero a 50 metri dall’incendio e, quando è divampato, ho visto il fumo, ma non era chiaro cosa fosse successo. Continuavo imperterrito. Fino a quando un tiratore ferrarese mi ha trascinato nel bagno. Poi non l’ho più visto». Nel frattempo le fiamme si stavano estendendo ed era pericoloso uscire. «Ero in piedi sui sanitari e respiravo dal vasistas. Mirko, da fuori, si è avvicinato al vasistas e ha iniziato a parlarmi, dicendomi di stare tranquillo. Poi, mi ha raggiunto anche dall’interno».

Uscire dal Poligono è stato difficile e rischioso: non si poteva utilizzare l’ingresso principale. In più, l’arma utilizzata da Masoni era sulla linea di tiro, carica e con il rischio che puntasse verso i soccorritori. Mentre tutto intorno, le munizioni stavano scoppiando. L’arma è stata portata dove non c’erano le fiamme. «Mirko mi ha preso e mi ha caricato sul muretto, dove sono rimasto pochi istanti, supino - conclude William - È uscito dal lato esterno, dicendomi di buttarmi su di lui. Poi mi hanno portato all’ospedale da cui mi hanno dimesso la sera stessa». —



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