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L'Appennino ritrova un boom turistico. Le presenze? Il triplo delle cifre registrate

Un momento della presentazione della relazione sul turismo con il coinvolgimento di scuole, istituzioni e operatori turistici del territorio al teatro Bismantova
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Un momento della presentazione della relazione sul turismo con il coinvolgimento di scuole, istituzioni e operatori turistici del territorio al teatro Bismantova

Le piccole realtà ricettive (B&b e appartamenti) difficilmente rientrano nella raccolta dei dati del censimento ufficiale

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CASTELNOVO MONTI. Ha proposto dati e spunti di riflessione interessanti la conferenza conclusiva dell’Osservatorio Appennino Reggiano 2018 che si è svolta lunedì scorso al teatro Bismantova di Castelnovo Monti, dedicata al turismo in Appennino.

UN NUOVO TURISMO. Un incontro che ha messo in luce un buon stato di salute del comparto, indicando come l’Appennino sia uscito da una fase storica pluriennale, che ha visto il calo e la quasi scomparsa della classica “villeggiatura” e si è gradualmente adattato al nuovo turismo. Un nuovo turismo che ha diversi punti che lasciano aperte le porte all’ottimismo, come il crescente interesse per esperienze di vacanze e gite immersi nella natura e l’attenzione verso zone ancora poco battute e, forse, meno snaturate dal turismo di massa.

E i numeri sono stati in certi casi sorprendenti, evidenziati da Rizzi e da altri interventi: ad esempio rispetto ai dati registrati ufficialmente, le presenze turistiche in montagna sarebbero almeno tre volte tanto. È stato infatti evidenziato come rispetto alle presenze censite sia abituale per avere un dato più reale utilizzare coefficienti di moltiplicazione, che tengono conto di quelle piccole realtà ricettive (B&b, appartamenti messi a disposizione su piattaforme on line come AirB&B) che difficilmente rientrano in queste raccolte dati. Coefficienti che vengono declinati attraverso appositi studi su ogni territorio e per la montagna questo coefficiente triplo appare dunque abbastanza fondato.

PRESENZE IN AUMENTO. Inoltre, si assiste a una crescita delle presenze, con il 2018 che ha superato il 2017, nonostante il clima fosse stato migliore lo scorso anno.«Credo siano dati molto interessanti che andranno ulteriormente approfonditi - commenta Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale che ha co-organizzato l'evento - Il turismo in Appennino oltre la ricaduta economica ha un indubbio valore sociale, perchè libera il nostro territorio dal rischio di isolamento e lo rende più appetibile anche come luogo dove vivere, lavorare e investire».
«Un comparto - sottolinea Giovanelli a commento dell’incontro - il cui buon andamento spesso non viene colto dalla popolazione, anche perchè non sempre riesce a ricadere anche sugli esercizi commerciali, ma che vede invece gli operatori maggiormente consapevoli, pronti ad accoglierne le nuove sfide».

NUOVE SCOPERTE. «Ci sono luoghi che grazie all’attrattività turistica sono sopravvissuti e tornati ad essere vivi, come Succiso e Cerreto Alpi dove negli ultimi anni sono tornati anche a nascere dei bambini, e altre località che non avevano mai conosciuto il turismo che oggi invece ne godono i risultati - conclude - C’è un 12 - 15% di turismo straniero, in forte crescita. Abbiamo esempi di grande successo come Neve e Natura, o Monte Orsaro dove tra luglio e settembre sono stati serviti 8000 pasti. L’attenzione evidenziata dal convegno da parte delle scuole, delle aziende, delle istituzioni è un altro segnale molto importante». —
 

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