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il convegno dell’anaci 

Liti tra vicini, anche due interventi al giorno

Ambra Prati
Liti tra vicini, anche due interventi al giorno

Il 95% delle segnalazioni arriva per casi di prostituzione, spaccio, inciviltà, decoro urbano e occupazione abusiva

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REGGIO EMILIA

Una media di un intervento al giorno, spesso due: moltiplicato per 30 giorni fa circa 60 richieste al mese. Una montagna in un anno. Sono i numeri forniti dalla sola questura di Reggio Emilia sugli interventi per le liti condominiali: la punta dell’iceberg di un fenomeno che segna un trend in continuo aumento. È quanto è emerso durante il convegno organizzato dall’Anaci (Associazione nazionale amministratori e immobiliari) di Reggio Emilia ieri all’Hotel Posta e intitolato “Condomino: liti, contrasti, discussioni e reati”, con un centinaio di professionisti, tra i quali anche alcuni comitati come Cres e Reggio Civitas.



«Il 95% delle segnalazioni che ci arrivano dalle palazzine rientrano in cinque casistiche: prostituzione, spaccio, inciviltà, decoro urbano e occupazione abusiva», ha snocciolato il capo di gabinetto della questura, Domenico De Iesu, che ha bacchettato bonariamente gli amministratori. «Ci arrivano pochi esposti e poco circostanziati. All’ufficio relazioni con il pubblico interno alla questura, attivo da un anno, pervengono appena 15 mail al giorno, mentre dodici anni fa ne arrivavano 60. Arrivano invece segnalazioni a frotte da parte dei residenti, che esprimono paura e che vagliamo una ad una, ma sono scarsamente utilizzabili perché non circostanziate». Un esempio sono le cantine occupate da abusivi. «Se, quando interveniamo, non sappiamo chi è il proprietario, chi ha le chiavi, non c’è un interlocutore, è un problema». Insomma, ha tirato le fila l’avvocato Giovanni Bertolani, «emerge l’esigenza di una pre-istruttoria, da parte dell’amministratore, sempre per le palazzine dai dieci residenti in su che dispongono di questa figura». Il dirigente delle Volanti, Carlo Maria Basile, ha messo in guardia sul corretto utilizzo del numero d’emergenza 113 («Sì per le liti, no per gli sfratti»), sugli strumenti alternativi (la scrittura privata che ha valore giuridico o l’ammonimento del questore, che in caso di recidiva diventa perseguibile d’ufficio), sui reati depenalizzati (le ingiurie) e su quelli recenti, quale lo stalking condominiale.



«Abbiamo sentito la necessità di questo incontro proprio perché l’amministratore si deve occupare sempre di più di problemi di ordine pubblico in ambito privato», ha affermato il presidente dell’Anaci Roberto Cucchi concordando con De Iesu. «Occorre creare una rete con gli altri enti, aggiornarsi sulle corrette procedure nonché coinvolgere i condomini: per la prima volta abbiamo invitato anche i privati cittadini». Questo perché, nei rapporti litigiosi tra vicini sempre più intricati da ricomporre, un altro aspetto emerso è «l’assunzione di responsabilità da parte dei singoli che vivono in quel palazzo e che devono avere una parte attiva, in primis nella cura dei luoghi», ha chiosato Marco Corradi, presidente Acer. —



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