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Coopselios replica al sindaco «Non volevamo minimizzare»

Coopselios replica al sindaco «Non volevamo minimizzare»

Nuovo intervento della coop che gestisce la struttura al centro dell’inchiesta «La nostra perplessità su quel materiale fotografico ci pare legittima»

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CORREGGIO

«Non è stata e non è tutt’ora intenzione dei vertici di Coopselios fare polemica né minimizzare i presunti fatti avvenuti nella Casa residenza anziani di Correggio. Ribadiamo la condanna da parte di Coopselios verso quanto oggetto di indagine, confermando la nostra intenzione di costituirci come parte lesa. Permetteteci, però, di sottolineare il nostro disappunto per i toni».

REPLICA AL SINDACO

Dopo la dura presa di posizione del sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, alla conferenza stampa dei vertici della cooperativa titolare dell’ospizio di via Mandriolo al centro di un’indagine per maltrattamenti, Coopselios interviene ancora con una nota.

«Siamo e restiamo fermamente convinti che prendersi cura di un essere umano non possa e non debba soltanto significare la fornitura di una pur scrupolosissima assistenza materiale, né la corretta pianificazione di un progetto socio assistenziale né il mantenimento di abilità; siamo e restiamo convinti che il valore profondo dell’espressione “prendersi cura” vada ben oltre la semplice somministrazione delle stesse cure - si legge nel documento - A questi importanti valori riteniamo aggiungere anche un fattivo impegno volto prima di tutto ad intrecciare intorno alla persona in carico quella serie fondamentale di relazioni tali da consentire, per un verso, la piena valorizzazione di tutte le risorse individuali e, per l’altro, il miglioramento effettivo della qualità della vita ».

“NON E’ UN LAGER”

Poi, si fa riferimento alle dichiarazioni del presidente Umberto Calabresi e del direttore generale Raul Cavalli durante la conferenza stampa del 14 novembre: «Alcuni organi di informazione si sono più volte riferiti col termine “ospizio lager”, che richiama a luoghi in cui non esiste rispetto di diritti minimi. Concordiamo con Ausl e Comune che i 97 residenti della Cra e la cittadinanza intera siano stati feriti ed è proprio per tutelare i residenti in struttura, i loro famigliari, la comunità, gli operatori che ogni giorno con dedizione e professionalità svolgono il proprio lavoro, i principi etici e morali fondanti Coopselios, che non possiamo più tollerare un paragone del genere». «Inoltre - concludono - la perplessità espressa nei confronti del materiale fotografico che abbiamo appreso dagli organi di informazione ci pare legittima, in virtù del fatto che quella documentazione non afferisce il caso oggetto di indagine e che a tutt’oggi Coopselios non ha avuto copia integrale degli atti processuali. Ci affidiamo al lavoro della magistratura per l’accertamento definitivo di quanto accaduto. Ribadiamo con forza la nostra volontà a collaborare con Comune, Ausl e Regione, interlocutori da sempre indispensabili per dare insieme le migliori risposte ai bisogni delle famiglie, tanto che nel territorio di Reggio sono in corso investimenti da parte di Coopselios per oltre 10 milioni di euro». —

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