«I figli di coppie omosessuali non sono fenomeni da circo»
Fabiana Montanari di Arcigay all’attacco del parlamentare leghista Gianluca Vinci «L’iscrizione all’anagrafe non solo tutela i minori ma responsabilizza le coppie»
REGGIO EMILIA
Fabiana Montanari fa parte del direttivo provinciale di Arcygay di Reggio con delega alla famiglia, è socia dell’associazione Famiglie Arcobaleno ed è unita civilmente alla sua compagna con la quale sta pensando seriamente di avere un figlio. Una doppia ragione quindi per replicare – e lo fa in modo secco – alle affermazioni di Lega, M5S e Fratelli d’Italia sulla decisione di iscrivere all’anagrafe i figli naturali nati da coppie del medesimo sesso. «Si tratta – spiega Fabiana Montanari – di un lavoro svolto in collaborazione con i sindaci e le famiglie Arcobaleno che risiedono in quei tre territori. Siamo partiti dall’esperienza di alcuni altri comuni, con l’assistenza degli avvocati di Famiglia Arcobaleno che poi si sono messi in contatti con l’avvocato reggiano Antonella Borghi che sta seguendo la vicenda». Un percorso che interessa almeno una decina di famiglie Arcobaleno reggiane.
«Dal nostro punto di vista è un atto che tutela il minore con l’assunzione di responsabilità genitoriali da parte della coppia mettendo per iscritto che c’è l’impegno della famiglia a prendersi cura dei minori, riempiendo l’attuale vuoto normativo». Fabiana Montanari aggiunge poi di «essere rimasta parecchio turbata non dalle critiche rivolte ai tre sindaci, ma per come si è parlato di questa vicenda». A colpirla in particolare le affermazioni del deputato leghista Gianluca Vinci, ma poi replica anche a Maria Edera Spadoni e Roberta Rigon.
«Vinci ha detto che si tratta di una cosa da circensi. Cioè significa dire che noi e i nostri figli siamo fenomeni da baraccone?». «Spadoni – aggiunge – fondamentalmente ha messo nero su bianco quello che da anni non veniva detto. Secondo lei i sindaci devono occuparsi di problemi più importanti, ma qui stiamo parlando proprio di diritti dei cittadini». Da ultima la replica a Rigon. «Le ricordo che i nostri figli non sono abbandonati da nessuno, ma hanno genitori che si prendono cura di loro, li hanno voluti e li amano. A Reggio ci sono famiglie omogenitoriali che prendono in affido bambini difficili per cui ci penserei prima di parlare di figli abbandonati». «Parlare di gestazione per altri – aggiunge – oggi è un tema su cui non ci sono possibilità di aperture da parte di questo governo. Dal mio punto di vista di persona omosessuale, perché Arcigay su questo tema non si è espresso, se la gestazione per altri viene fatta in un paese dove è legale e dove ci sono tutte le tutele per chi accede a questo percorso e per chi accetta di fare da donatore non vedo nulla di male». Di fronte al quesito di come questo tema possa essere affrontato sul piano etico, risponde che è molto importante che ci si faccia delle domande: «Ma visto che la maggior parte delle coppie che accede alla gestazione per altri è eterosessuale e non omosessuale, perché la morale deve essere fatta a noi? Mi chiedo se chi parla di utero in affitto e di violenza sulla donna ha mai parlato con una donatrice. Gli consiglio di farlo». Da ultimo Fabiana Montanari condivide la preoccupazione che questa scelta possa essere esercitata solo da chi se lo può permettere. «C’è questo rischio – replica – sia per la gestazione per altri, sia per la fecondazione assistita che in Italia non è accessibile alle coppie lesbiche. Quindi quando due donne pensano di concepire un figlio debbono programmare di andarsene dall’Italia e questo è inaccettabile».
Sul caso torna a intervenire Maria Edera Spadoni per affermare che «il M5S non dice no alle trascrizioni». E aggiunge: «Ho personalmente espresso dubbi in quanto non vorrei che si aprisse le porte alla gestazione per altri, tecnica illegale in Italia e sulla quale il M5S si è espresso a livello nazionale. Anche la presidente di ArciLesbica ha sollevato gli stessi dubbi della sottoscritta. Nel contratto di governo non è previsto alcun provvedimento di questo tipo e quindi è improbabile che ci siano spazi per aprire un dibattito». Poi conclude ribadendo che «Vecchi dovrebbe occuparsi, oltre che di azioni simboliche, dei problemi di Reggio come ‘ndrangheta, aria irrespirabile e sicurezza». —
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