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La procura generale appella la sentenza sul caso Cemental

La procura generale appella la sentenza sul caso Cemental

Il processo di primo grado era finito con l’assoluzione dell’ex patron Ponti per la morte di Nanetti e la malattia di Montanari 

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CORREGGIO

Dopo l’assoluzione in primo grado del patron Ernesto Ponti, il processo Cemental va verso il giudizio di secondo grado. Il procuratore generale Ignazio De Francisci ha accolto la richiesta delle parti civili – rappresentate dall’avvocato Ernesto D’Andrea – e ha appellato la sentenza, nella convinzione che l’ex titolare dello stabilimento di Correggio vada invece condannato.

«Vogliamo ringraziare pubblicamente tre uomini: l’avvocato Ernesto D’Andrea, che dopo aver condotto ottimamente il primo grado del processo, l'8 agosto ha presentato domanda d’appello verso la sentenza; dall’altra parte, ringraziamo la Procura Generale della Corte d'Appello di Bologna, nelle persone del dottor Ignazio De Francisci e il dottor Paolo Giovagnoli, che hanno accolto totalmente e rapidamente le richieste dell’avvocato D’Andrea, il 16 di agosto, quando normalmente tutti sono in ferie. Questi due valorosi magistrati, hanno impugnato la sentenza del tribunale reggiano. A loro diciamo grazie. Hanno resuscitato la speranza di giustizia nostra, ed anche per la dignità del lavoro e, degli imprenditori seri che s'impegnano per la sicurezza e l'ambiente». Così Andrea Nanetti commenta l’ultima novità del procedimento che riguarda suo padre, Luciano Nanetti che fu dipendente di Cemental e morì ucciso da un mesotelioma. Nello stseso procedimento c’è anche la malattia di Paolo Montanari. Per Nanetti il giudice ha sentenziato con la formula «il fatto non sussiste per mancanza di prove certe»; per Montanari invece era intervenuta la prescrizione del reato.

«Tralasciando poi quanto sia umanamente e istituzionalmente incredibile, che questo sia l’unico processo d’amianto in Italia in cui due ex sindaci di Correggio e Reggio, Claudio Ferrari e Giulio Fantuzzi, si sono schierati con un magnate dell’amianto piuttosto che dalla parte dei propri cittadini vittime, lavoratori e abitanti esposti» dichiara Nanetti, che presiede l’associazione Esposti Amianto Cerreggio, che conta 142 associati. —

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