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«Amministratori locali mai ricandidabili quando c’è stato un commissariamento»

«Amministratori locali mai ricandidabili quando c’è stato un commissariamento»

Tavola rotonda sulla riforma ieri a Reggio. Richiesta la esclusività degli incarichi ai funzionari subentrati ai Comuni

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BRESCELLO

«Alla luce dell’esperienza vissuta a Brescello, primo Comune in Emilia-Romagna a vivere lo scioglimento dell’amministrazione per infiltrazione mafiosa e un periodo di commissariamento durato ben 24 mesi, è molto importante che i commissari abbiano un incarico esclusivo, che consente una più snella gestione dell’amministrazione. A maggior ragione in Emilia Romagna dove la gestione commissariale dei Comuni, soprattutto nel caso delle Unioni, chiama in causa numerosi soggetti con cui i commissari si devono rapportare».

incarico ESCLUsivo

Così Giammaria Manghi, sottosegretario alla Presidenza della giunta regionale dell’Emilia Romagna e attuale sindaco di Poviglio, commenta in occasione della tavola rotonda sulla riforma della gestione dei Comuni commissariati, al convegno organizzato dal sindacato dei funzionari delle Prefetture (Sinpref) che si è tenuto ieri mattina all’Hotel Posta di Reggio Emilia.

Non è un caso che il dibattito si sia tenuto nel Reggiano. Qui si è da poco celebrato il primo e più importante processo di ’ndragheta della regione, qui si conta il primo Comune commissariato in Emilia. Mentre in tutta Italia è aperto da tempo il dibattito su come riformare il procedimento di commissariamento, rispetto alle criticità sempre più avvertite della gestione del Comune prima, durante e dopo.

NO AVVICENDAMENTI

«Sempre per rafforzare il ruolo dei commissari – prosegue Manghi – andrebbero evitati gli avvicendamenti di figure nell’amministrazione controllata, per favorire una continuità nella loro opera».

«Un altro nodo importante di cui la riforma dovrebbe tenere conto – aggiunge Manghi – è l'assistenza tecnico-legale. Si tratta di Comuni che a volte non hanno un legale o addirittura un segretario comunale. Vanno sostenuti con figure di consulenza e di supporto».

COMMISSARIaRE LE PARTECIPATE

Alla tavola rotonda ha preso parte anche la vice presidente della Camera, onorevole del M5s, Maria Edera Spadoni. Che a margine dello stesso incontro, sottolinea come «il processo Aemilia non debba essere considerato un punto di arrivo, ma un punto di partenza» per il Reggiano. E aggiunge come sia «necessaria una vigilanza rinforzata dei prefetti, la non ricandidabilità degli amministratori locali e il commissariamento delle società partecipate dagli enti locali».

Alla giornata hanno preso parte anche il sottosegretario di Stato per l’Interno Luigi Gaetti, il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo, il presidente del Tar Calabria – Catanzaro Nicola Durante, il capo dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali Elisabetta Belgiorno, il segretario generale Anci Veronica Nicotra, il professor di Sociologia dei fenomeni politici dell’Università di Firenze Vittorio Mete. Ha chiuso i lavori il sottosegretario Carlo Sibilia, che poco prima aveva incontrato in visita istituzionale il prefetto di Reggio Maria Grazia Forte. —

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