«Il Comune sanzioni Conforti per i danni alla rotatoria»
La reazione di Salomoni capogruppo di opposizione dopo che l’ex consigliere ha tolto fiori e arredi in polemica con il sindaco
BRESCELLO
Prosegue la querelle legata alla rotonda di Brescello che sorge su via Roma, finita al centro delle polemiche per la scelta dell’ex consigliere Luciano Conforti di smantellare gli ornamenti con i quali, lui stesso, in questi anni aveva provveduto ad abbellirla.
A tornare sull’episodio è il consigliere di opposizione Michele Salomoni del gruppo “L’alternativa”, che chiede all’amministrazione comunale di intervenire.
«Siamo rimasti esterrefatti – spiega Salomoni - dopo aver appreso la paternità di tale gesto. Quanto accaduto è assolutamente inaccettabile. Nessuno può permettersi di compiere gesti simili senza poi subirne le conseguenze in sede civile e penale. Ci aspettiamo una risposta seria e decisa da parte dell’amministrazione comunale, auspichiamo che il responsabile sia perseguito penalmente e civilmente per il gesto compiuto che ha portato un volontario danneggiamento ad un bene pubblico».
«La rotatoria in questione – aggiunge il consigliere - non è di privati ma della comunità. Se tale evento passasse come una cosa di poco conto verrebbe generato nella cittadinanza il pensiero (errato, sia ben chiaro) che chiunque è legittimato a fare e disfare quello che ritiene essere proprio. Questo discorso può valere all’interno della proprietà privata ma non può trovare accoglimento quando si tratti di beni pubblici. Se l’amministrazione non interverrà con querele a tutela della comunità ci aspettiamo che domani, sull’onda dell’impunità, anche altri volontari decidano di eliminare le proprie opere di volontariato. Penso a chi da diversi anni, per esempio, cura la famosa locomotiva: se il gesto di Conforti non verrà punito, come merita, potrebbe accadere di vedere i volontari che si occupano della locomotiva smontarla pezzo per pezzo o togliere quella vernice che loro stessi hanno apposto, al grido di “Io ho creato e io distruggo”. Saremmo alla follia».
«A tutto questo – chiude - ricordo a chi siede in giunta che martedì si è tenuta la prima riunione della Commissione della legalità e un tale gesto non può essere depennato ma deve trovare una risposta decisa e seria altrimenti a nulla serve costituire commissioni se poi alla prima occasione, per dimostrare che la legalità non ha confini, ci si volta dall’altra parte». —
A.V.
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