Il Food Shuttle e l’app Nubi contro gli sprechi alimentari
Presentati i progetti sul consumo consapevole Con l’applicazione i genitori sapranno quali cibi hanno mangiato i figli a scuola
REGGIO EMILIA
È decollato ieri, dalla scuola Leopardi, il Food Shuttle, un “razzo dedicato al cibo” che accomuna tre progetti sostenuti dal Comune capoluogo. Insegna infatti agli studenti, attraverso il gioco, le regole di una corretta alimentazione, affianca inoltre i genitori in questo cammino e infine recupera le rimanenze della tavola per farne dono a chi soffre veramente la fame. È stato infatti presentato un singolare laboratorio ideato da una equipe guidata dall’architetto Francesco Bombardi, che mostra agli studenti il valore degli alimenti, l’origine dei prodotti messi in tavola e suggerisce la lotta agli sprechi. In pratica li educa al gusto e all’equilibrio nel consumo. È stato creato grazie al sostegno di Cirfood (Daniela Fabbi ha spiegato com’è nato), specialista della ristorazione che ogni giorno mette a tavola 300 mila studenti in 17 regioni. Originale nella forma, speciale nei risultati, il Food Shuttle presenta i cibi nella loro composizione, ne esalta doti e caratteristiche, insegna da dove derivano e rende consapevoli i giovani educandoli al gusto e al consumo. Ora opera in cinque delle 17 scuole reggiane. Sorpreso e soddisfatto il sindaco, Luca Vecchi, che ha incoraggiato la prosecuzione del programma, così come l’assessore all’Educazione, Raffaella Curioni.
Affianca il progetto una semplice app chiamata Nubi che consente ai genitori di conoscere in diretta ciò che i figli mangiano a pranzo (l’ha presentata il professore Federico Bergenti dell’Università di Parma) e in tal modo possono regolarsi nel preparare la cena. Tante piccole meraviglie, ha completato Paola Cavazzoni dell’Atelier Pause, che educano a stili di vita sani e all’etica dei consumi. Infatti – e qui c’è l’ultima bella novità – quel che resta del pranzo viene donato all’Unità pastorale Santa Maria degli Angeli (presente il diacono Roberto Bonomo) che ha mobilitato oltre 20 volontari per recapitare i cibi rimasti. Ora arrivano quotidianamente a una quindicina di famiglie; si conta di arrivare a una quarantina. Raro trovare tante piccole meraviglie in un solo progetto. —
L.V.
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