Crisi Ferrarini, la Flai-Cgil: "Scarseggiano le materie prime"
Giovedì scorso riunione nella sede dell'Unione Montana Appennino Parma Est. Il sindacato chiede rassicurazioni sul piano di rilancio
REGGIO EMILIA Preoccupazione per la situazione economica del gruppo alimentare Ferrarini, da parte della Flai-Cgil di Parma che evidenzia come «la mancanza di materia prima fresca e la mancanza di risorse economiche stiano portando allo svuotamento degli impianti con un preoccupante calo di lavoro che, senza interventi immediati, porterebbe a mettere in discussione fin dai primi mesi del nuovo anno l'utilizzo del contratto di solidarietà, ad oggi unico ammortizzatore sociale concesso».
I timori, spiega una nota del sindacato, sono emersi anche al tavolo istituzionale - tenuto lo scorso giovedì nella sede dell'Unione Montana Appennino Parma Est - presieduto dai sindaci dei territori coinvolti dalla crisi che ha colpito l'azienda emiliana cui hanno preso parte le segreterie provinciali della Flai-Cgil di Parma e Reggio Emilia insieme al segretario generale della Flai-Cgil Emilia-Romagna, Umberto Franciosi e al segretario nazionale della Flai-Cgil, Marco Bermani. I partecipanti al tavolo hanno concordato di produrre un documento comune per chiedere ai parlamentari del territorio un interessamento concreto alla vertenza e ribadire l'importanza delle prossime riunioni al Mise coinvolgendo le istituzioni locali.
Le segreterie nazionali di categoria alla luce di quanto dichiarato nell'ultimo incontro al Mise dal Gruppo Ferrarini «che s'impegnava alla presentazione del piano industriale utile alla definizione del piano concordatario entro il mese di novembre, hanno richiesto un incontro urgente, sollecitando ulteriormente la presentazione del piano».
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