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L’università di Bologna consegna la pergamena ai discendenti  Tra loro i quattro reggiani Fiaccadori, Vezzosi, Cattozzi e Spadoni 

Dopo cento anni laurea honoris causa agli studenti caduti nella Grande Guerra

Andrea Vaccari
Dopo cento anni laurea honoris causa agli studenti caduti nella Grande Guerra

LA CERIMONIAAndrea VaccariÈ servito quasi un secolo, ma finalmente diversi caduti della Prima guerra mondiale hanno ricevuto la laurea che non erano mai riusciti a ottenere. Tutti molto giovani,...

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LA CERIMONIA

Andrea Vaccari

È servito quasi un secolo, ma finalmente diversi caduti della Prima guerra mondiale hanno ricevuto la laurea che non erano mai riusciti a ottenere. Tutti molto giovani, avevano avviato una promettente carriera universitaria, poi il conflitto bellico che colpì il cuore dell’Europa mandò a monte i loro progetti, con la morte che li colse al fronte mentre difendevano il proprio Paese.



Nei giorni scorsi a Bologna parenti e discendenti hanno ricevuto dal rettore la pergamena che conferisce ai loro caduti la laurea honoris causa, in un clima di toccante commozione. Tra le sedici famiglie intervenute, anche quelle di quattro soldati reggiani (la famiglia di un quinto non è mai stata rintracciata), che con orgoglio hanno stretto tra le mani l’importante riconoscimento.«Poteva avere un senso recuperare, cento anni dopo, i sogni infranti di questi nostri studenti?», ha chiesto retoricamente il rettore Francesco Ubertini. La risposta arriva, prima ancora che dalla necessità di preservare la memoria, dai “grazie” e dalla commozione di pronipoti, nipoti, ormai lontani parenti dei sedici studenti iscritti all’università di Bologna partiti soldati. E morti in battaglia, per malattia, ferite e uccisioni al fronte. Già negli anni del dopoguerra erano state consegnate dall’Alma Mater 179 lauree ad honorem, dopo la comunicazione ricevuta dalle famiglie che cercavano i giovani figli dispersi.

L’archivio storico di ateneo ha successivamente condotto ulteriori ricerche che hanno portato alla scoperta di altri 47 studenti caduti in guerra di cui i parenti non avevano inviato alcuna segnalazione.

«È stata una ricerca complessa – ha spiegato Ubertini – solo una parte dei nostri ragazzi di allora oggi idealmente può toccare la pergamena attraverso la mano dei familiari». Nei mesi scorsi l’università aveva lanciato un appello per cercare i parenti. Sedici famiglie superstiti si sono fatte avanti.

Per gli altri non sono stati trovati eredi, a dimostrazione dello sconvolgimento delle reti parentali operato dalle due colossali catastrofi fra il 1915 e il 1945.

«I nostri iscritti, tutti figli della borghesia, finirono inevitabilmente in prima linea – ha continuato il rettore – furono falciati in pochi mesi senza pietà. Oggi abbiamo ricongiunto i fili di una memoria interrotta, è come se questi ragazzi ci guardassero e i loro occhi per noi sono importanti; l’Alma Mater non vuole lasciare indietro nessuno».

Roberto Balzani, responsabile del sistema museale d’ateneo, ha tenuto una lectio dando voce agli studenti caduti nella Grande Guerra con le parole del tenente Renato Serra che diede voce a quella generazione in marcia sui campi di battaglia scrivendo “Esame di coscienza di un letterato”: «Purché si vada, dietro di me sono tutti fratelli. Mi contento della strada che dovremo fare insieme, sarà un destino solo per tutti».



Dopo l’appello lanciato la scorsa estate, hanno risposto 16 discendenti dei 47 caduti presenti negli archivi dell’Ateneo: erano arrivati da tutta Italia per studiare all’università di Bologna, e tra questi si annoverano anche diversi reggiani, caratterizzati da storie ed esperienze tutte molto diverse tra loro.

Caduti provenienti da ogni parte della provincia, dalla bassa alla montagna, fino alla città. Si parte dal guastallese Ermes Fiaccadori, per passare a due carpinetani: Giuseppe Vezzosi e Antonio Cattozzi, quest’ultimo più precisamente di Valestra. L’elenco si completa poi con lo scandianese Alessandro Spadoni, mentre del reggiano Giovanni Modena non è stato possibile trovare familiari. —





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