La Caritas lancia l’allarme sulle persone senza un tetto
Nel report regionale Reggio Emilia viene segnalata per la forte presenza di senza dimora: «La solitudine e la questione della povertà relazionale sono diventate centrali»
REGGIO EMILIA. «Reggio Emilia non riscontra particolari differenze rispetto agli anni precedenti in termini numerici totali. Ad esempio, se da un lato diminuiscono gli uomini questi sono compensati da un aumento delle donne, e così accade anche per altre variabili incontrate. Permane una forte complessità delle situazioni incontrate, riscontrata nella molteplicità dei bisogni delle persone incontrate. A ciò si affianca il tema della solitudine, che rafforzata dalla situazione della povertà estrema dei senza dimora, superiori al 30%, pone come centrale la questione della povertà relazionale». È quanto si legge nel rapporto sulle povertà “Coraggio, alzati!”, presentato dalla Caritas regionale in occasione della Giornata mondiale dei poveri. In Emilia-Romagna sono oltre 64.300, di cui 20mila minori, le persone aiutate dalle Caritas diocesane e parrocchiali del territorio.
FOCUS SU REGGIO . A Reggio nel 2017 sono state 1.008 le persone incontrate dalla Caritas, in linea con le 970 del 2016 e le 1.097 del 2015. Ma è sui senza dimora che Reggio vive una situazione considerata preoccupante. «La percentuale dei senza dimora sta aumentando costantemente negli ultimi anni. Questo andamento non è uguale in tutte le Caritas diocesane. Quelle che incontrano un maggior numero di senza dimora sono Rimini (71,6%), Forlì (54,4%), Parma (53,1%), Bologna (46,9%), Faenza (35,5%) e Reggio Emilia (32,3%)».
PIù UOMINI . «Le Caritas diocesane dell’Emilia-Romagna continuano ad incontrare un maggior numero di uomini per il semplice fatto che molte hanno attivi servizi rivolti alle persone senza dimora che sono in prevalenza uomini», si legge ancora nel rapporto regionale. A Reggio, la percentuale di uomini che ha chiesto aiuto è stata pari al 71,3% del totale.
NUOVI E RITORNI. «Nel 2017 si è registrato un maggior numero di persone che in passato non si erano rivolte alle Caritas diocesane, se si considerano i dati complessivi delle Caritas emiliano romagnole, mentre nel primo semestre del 2018 l’aumento è stato caratterizzato dai “ritorni”, cioè da coloro che sono conosciuti da tempo dalle Caritas». A Reggio, il 40,3% delle persone che nel 2017 si è rivolta alla Caritas lo ha fatto per la prima volta, mentre i ritorni sono stati pari al 59,7%.
ITALIANI, STRANIERI. La percentuale di italiani che a Reggio si è rivolta alla Caritas è pari al 24%, in linea con il 24,8% dell’anno precedente. Il restante 76% è rappresentato da stranieri. «Rispetto ai cittadini stranieri la maggior parte ha tra i 27 e i 44 anni, si tratta quindi di persone più giovani – si legge ancora nel rapporto regionale – Tra essi ci sono sia single, arrivati in Italia per aiutare le famiglie di origine rimaste in patria o scappati da situazioni di conflitto e venuti in Europa per chiedere asilo, che giovani coppie con figli piccoli che non sanno come affrontare la quotidianità dato il perdurare di situazioni di disoccupazione o di stipendi troppo miseri per garantire il sostentamento di una famiglia».
CLASSE D’ETà . Sempre a livello regionale, «rispetto al 2016, nel 2017 si è verificato un andamento diverso per quel che concerne le classi di età, tendenza che si sta confermando anche nei primi sei mesi del 2018: stanno diminuendo i giovani ed aumentando invece gli adulti: crescono coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni, quelli tra i 55 e i 64 e gli over 65enni». A Reggio, il 6,2% dei bisognosi ha un’età compresa fra i 18 e i 24 anni, il 15,6% fra i 25 e i 34, il 20,1% fra i 35 e i 44, il 27,9 fra i 45 e i 54, il 20,3 fra i 55 e i 64, il 7,6% fra i 65 e 74. —
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