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I due rapper si pentono: «Ci scusiamo, ma non siamo dei violenti»

Tiziano Soresina
I due rapper si pentono: «Ci scusiamo, ma non siamo dei violenti»

Gesto distensivo, in udienza preliminare, dei due giovani accusati del tentato omicidio di un calciatore alla stazione

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SCANDIANO

Si sono entrambi avvicinati in aula alle due parti offese per scusarsi e dire all’unisono: «Non siamo dei violenti».

Ha preso una piega inaspettata – ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia – l’udienza preliminare davanti al gup Luca Ramponi in cui è stata affrontata la delicata vicenda dell’accoltellamento, nella notte fra il 3 e il 4 febbraio scorso, dell’albanese 22enne Aldi Shpijati (ex bomber dell’Arcetana ora alla Casalgrandese). Il calciatore era stato accoltellato all’addome a seguito di un diverbio scoppiato nel piazzale nei pressi della stazione ferroviaria.



I due giovani accusati, in concorso, di tentato omicidio sono entrambi in carcere. Ieri le loro scuse. Il 30enne Juri Margini – originario di Castelnovo Monti ma residente a Viano – è difeso dall’avvocato Antonio Sarzi Amadè e ha confermato in aula quanto già esposto in passato agli inquirenti, cioè la reazione ad un’aggressione: «C'è stato un parapiglia. Ero voltato, poi mi sono sentito preso alle spalle e allora ho colpito con la mano, all'indietro, con il coltello... Ma io non volevo uccidere».

Diversa la versione dell’altro imputato, cioè il 36enne Emilio Finizio, rapper conosciuto con il nome d’arte di Malacarne, originario di Sassuolo ma pure lui con residenza a Viano. Tutelato dai legali Marco Augusto Pellegrini e Fabio Di Salvo, il 36enne ha rimarcato d’essere dispiaciuto per quanto accaduto, ma anche di non c’entrare con l’accoltellamento: «Ho passato io a Margini il coltello, perché me lo aveva chiesto in una fase precedente alla colluttazione che ha portato all'accoltellamento – ha spiegato in udienza – e lo tenevo con me perché lo usavo sul palco per preparare i collegamenti elettrici dei microfoni. Poi sono rimasto in disparte. Se avessi immaginato quanto sarebbe successo non avrei mai passato il coltello a Margini, perché oltretutto conoscevo il ragazzo rimasto ferito e nei suoi confronti non avevo motivo di rancore».

Sempre nell’udienza preliminare la mossa degli imputati di puntare sul rito abbreviato – il pm Giulia Stignani aveva optato per il giudizio immediato – con riserva di patteggiamento, visto che pendono trattative per il risarcimento-danni. Se ne saprà di più l’11 gennaio.



Comunque sia, ieri si sono costituiti parte civile il calciatore albanese e il marocchino 24enne Amin Aouaj (residente a Scandiano), che è stato minacciato con il coltello. Sono tutelati dagli avvocati Giovanni Tarquini, Giuseppe Pagliani e Domizia Badodi. «Prima di questa udienza – commenta al termine l'avvocato Tarquini – non avevamo avuto alcun segnale da parte degli imputati, di possibili scuse, gesto dalla valenza processuale importante». —



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