Il questore: «Garantita a tutti la libertà di manifestare»
“Via i fascisti”? Sbordone: l’agibilità politica non mi riguarda «Tempi e modi dell’evento di venerdì non sono stati casuali»
REGGIO EMILIA
Di notte, senza pubblicità, con percorso preordinato e un dispiegamento importante delle forze dell’ordine. Dottor Sbordone, non è che quatto quatto il neofascismo viene autorizzato, purché sotto controllo?
«Credo che la risposta a questa domanda implichi qualche chiarimento sul ruolo del questore rispetto alle pubbliche manifestazioni. Il questore non autorizza le pubbliche manifestazioni e nemmeno le può vietare se non “per comprovati motivi di Ordine Pubblico, di moralità o sanità pubblica” (ex art. 18 T.U.L.P.S). Non si possono fare altre valutazioni oltre quelle imposte dalla Legge e, mi permetto di aggiungere: “guai a quel Paese in cui le manifestazioni vengono autorizzate dalla Questura”. Detto questo, per quanto riguarda la gestione dell’evento è evidente che ci abbiamo lavorato e le modalità e i tempi di svolgimento dell’iniziativa non sono stati frutto del caso».
Signor questore, le chiedo se la tutela dell’ordine pubblico teme di più la contromanifestazione antifascista (incontrollabile) che il corteo di Forza Nuova (gestibile)...
«Per il ruolo che svolgo e anche per formazione professionale non solo ho il dovere di garantire “a tutti” la libertà di manifestare. Ma profondo sempre ogni sforzo affinché ciò sia possibile, nel rispetto dei diritti di tutti e nel rispetto della legge. Se ci fossero manifestazioni e contro-manifestazioni ci attrezzeremmo e solo se necessario, come previsto dalla Legge, daremmo delle prescrizioni sulle modalità di svolgimento».
Che ne pensa del quadrante della stazione ferroviaria, focolaio dei problemi sociali e della sicurezza e ora epicentro del confronto politico?
«Penso che quel quadrante rappresenti sicuramente una criticità per la città, dal punto di vista della sicurezza ma anche dal punto di vista sociale e penso che le due questioni siano strettamente legate. Proprio questa interconnessione richiede che gli interventi siano congiunti. Limitarsi alla repressione sarebbe sbagliato. Ma è un concetto ampiamente condiviso dal sindaco e da tutti gli attori istituzionali per cui stiamo lavorando e continueremmo a lavorare in tal senso. Da un punto di vista strettamente tecnico-operativo la mia ricetta è sempre quella: “distinguere i buoni dai cattivi, perseguendo con rigore i secondi e tutelando i primi” e aggiungo che la strumentalizzazione politica non mi interessa».
Il reato di apologia del regime fascista com’è riconoscibile? E come e quando viene perseguito?
«L’apologia del fascismo è un reato introdotto dalla legge “Scelba” nel 1952. Viene punita la propaganda per la costituzione di associazioni, movimenti o gruppi per la riorganizzazione del partito fascista. La legge è stata anche esaminata dalla Corte Costituzionale circa eventuali profili di incostituzionalità in riferimento all’art. 21 della Carta. Conseguentemente per individuare la sussistenza di tale reato occorre che si verifichi non un semplice elogio del fascismo ma la sua esaltazione. Un’esaltazione che si deve ritenere possa essere in qualche modo finalizzata alla riorganizzazione del Partito Fascista. Se ci fossero elementi da cui poter desumere tale tipo di reato nell’ambito di una pubblica manifestazione la stessa manifestazione potrebbe essere sciolta».
Il sindaco ha detto “Via da qui i fascisti!”. Via come?
«Credo che il sindaco si riferisse ad una questione di agibilità politica che, come questore, è argomento che non mi riguarda».
Contenimento, alleggerimento... Non è che l’azione periodica delle forze dell’ordine nel quadrante stazione più che una “ramazza” è una “spolveratina”?
«Non sono d’accordo e per rispondere adeguatamente dovrei cominciare a snocciolare i dati, ma lei sa che non mi piace farlo.
Posso però dire che la presenza delle forze dell’ordine è cresciuta notevolmente, che stiamo producendo ogni sforzo affinché i cittadini possano sentirsi tranquilli in quella zona come altrove. Per fare questo stiamo utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, connessi all’attività giudiziaria, alla prevenzione ed anche ai controlli amministrativi presso gli esercizi pubblici. Ci impegneremo affinché l’azione sia sempre più incisiva, soprattutto nel senso di continuativa, strutturale». —
ST.SC.
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