La Regione: divieto di caccia all’interno dei terreni agricoli
Proprietari e conduttori delle aree (anche se non recintate) già ora possono inviare la domanda all’ente di via Aldo Moro a Bologna
Val d’Enza
Proseguono le polemiche sulla caccia e per la stagione venatoria iniziata il 16 settembre e che terminerà il 31 gennaio. Una norma nazionale e una regionale prevedono che il proprietario o il conduttore che intenda vietare la caccia nel proprio fondo possa richiederlo alla Regione, entro trenta giorni dalla pubblicazione del Piano faunistico-venatorio. Il nuovo Piano è stato adottato dall’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna con delibera n. 179 il 6 novembre 2018. Inoltre la giunta regionale, con delibera 5 novembre 2018, n. 1869, ha approvato le disposizioni generali e le condizioni di ammissibilità riferite alle richieste di sottrazione dei fondi agricoli all’attività venatoria.
In pratica, per impedire ai cacciatori di entrare nei terreni agricoli senza necessità di recintare i terreni, è possibile fare domanda scritta alla Regione Emilia Romagna.
Possono fare domanda i proprietari o i conduttori dei terreni agricoli sia che siano persone fisiche che giuridiche. Sono aumentate le specie da cacciare (secondo i piani approvati dalla Regione) ma quello che ha creato diverse polemiche finora è stato il mancato rispetto delle distanze di sicurezza agli abitati da parte dei cacciatori. Nonostante la normativa rigida della Regione.
Numerosi sono state i casi denunciati dai cittadini in tutta la Val d’Enza. La normativa prevede di rispettare la distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. Inoltre, la caccia è vietata per una distanza di 50 metri dalle strade (comprese quelle comunali). Invece nelle zone di Quattro Castella, Barco, Montecchio e dintorni ci sono stati casi di mancato rispetto della norma. I cittadini nei pressi di Roncolo e Montecavolo hanno denunciato il fatto che si sparava anche di domenica mattina (vicino alle case) disturbando più volte i residenti e provocando rumori molesti e disturbo della quiete delle persone. E più volte sono stati trovati pallini da caccia nelle pertinenze di ditte e nei giardini delle abitazioni. —
DA. AL.
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