Scivolando sul ghiaccio perse un rene e il lavoro ora la triplice condanna
Il giudice di pace ha ritenuto responsabili gli amministratori del condominio di Pieve in cui sei anni fa avvenne la terribile caduta all’indietro
REGGIO EMILIA
La vita dell’allora sessantenne Soliman Samy Mohamed è drammaticamente cambiata in quel gelido primo febbraio di sei anni fa nell’area del centro commerciale di via Fratelli Cervi, a Pieve Modolena.
Era infatti scivolato, cadendo all’indietro per poi battere la testa e la schiena, con conseguenze terribili, perché subirà l’asportazione del rene destro.
Dopo una lunga battaglia legale, ieri il giudice di pace Elisabetta Freddi ha ritenuto responsabili i tre rappresentanti di una società che amministra condomini: 350 euro di multa e il pagamento di una provvisionale (immediatamente esecutiva) di 5mila euro a Soliman che si è costituito parte civile tramite l’avvocato Giacomo Fornaciari.
Secondo la Procura – in aula il pm onorario Roberto Belforti – non “erano state adottate le misure idonee alla rimozione della neve caduta e presente sulla pavimentazione del centro commerciale Reggio Ovest – si legge nel capo d’imputazione – ne posizionavano idonei tappeti antiscivolo, causando la caduta a terra”. In udienza è presente Soliman, sposato e con tre figli: «È stato un dramma per me – dice davanti al taccuino – perché non sono più quello di prima. Ero amministratore delegato di una società e ho dovuto lasciare il lavoro perché non ce la faccio. Non mi è rimasto che andare in pensione. Del resto ho avuto un’emorragia interna, due arresti cardiaci, l’asportazione di un rene e per sei mesi non sono riuscito ad alzarmi dal letto d’ospedale. Finalmente ho avuto i miei diritti». Gli fa eco l’avvocato Fornaciari: «Siamo soddisfatti, è stata fatta giustizia. Mi auguro che questa decisione possa fungere da monito affinché vengano adottate le misure adeguate in tali situazioni di pericolo». Ma la vicenda giudiziaria non finirà qui perché i tre condannati intendono far ricorso in Appello, come anticipa l’avvocato difensore Vania Ferrari: «Riteniamo la condanna ingiusta. Vi sono state delle carenze probatorie da parte dell’accusa. Non riteniamo condominiale l’area in cui avvenne la caduta, ma di pertinenza del supermercato Conad. E non c’è agli atti una perizia sulle conseguenze fisiche legate alla caduta». —
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