Bagnolo, senza elettricità e al freddo da 26 giorni per un contrattempo con Eni
Disavventura di un corriere che vive accampato nella casa che ha acquistato in via Boiardo con moglie e figlio di un anno e mezzo. Il gestore ha tagliato la luce ma non ha inviato il documento di fine-contratto, l'uomo si è rivolto ai carabinieri
BAGNOLO IN PIANO. Vive assieme alla moglie e al figlio di un anno e mezzo senza energie elettrica, quindi senza luce, senza la possibilità di accendere il riscaldamento e di avere acqua calda, dal 25 ottobre scorso. Ventisei giorni di telefonate ad Eni, ex gestore dell’energia elettrica dell’appartamento, di arrabbiature e di preoccupazione. È la disavventura che sta vivendo un corriere di una trentina di anni, Youssef Chouhaib, originario del Marocco, in Italia da dieci anni, che è riuscito, qualche tempo fa, ad acquistare un casa all’asta in via Boiardo dove ha trasferito tutta la famiglia.
«Prima di entrare in casa - spiega il corriere che lavora per Gls – abbiamo chiesto la cessazione del servizio di energia a Eni che il 25 ottobre ci ha staccato la luce. Credevo che da lì a poco ci arrivasse il documento che attestava la fine del servizio con il quale poter sottoscrivere un nuovo contratto con un altro gestore e invece non è arrivato nulla. La conseguenza è stata che io, mia moglie e il nostro bambino, viviamo al freddo da molti giorni». Youssef, fino a ora, ha fatto le cose per bene: richiesta di cessazione del contratto precedentemente intestato all’ex proprietaria della casa, invio del documento a Eni e scelta del nuovo fornitore. La macchina però si è inceppata e pare non riuscire a procedere.
A nulla è valsa anche la denuncia che il corriere ha presentato il 31 ottobre scorso ai carabinieri della stazione di Bagnolo che, accertata la vicenda, hanno inviato un sollecito a Eni gas e luce , firmato dal comandante Domenico Cafeo: «Si prega codesta società – è il contenuto della missiva – di effettuare la prevista cessazione del contratto per la fornitura indicata in oggetto eccetera eccetera». La risposta di Eni? Nessuna. «Chiamo quasi tutti i giorni – racconta ora Chouhab – e la risposta è sempre la stessa: ritelefoni la settimana prossima». Il corriere così ha fatto ma nel frattempo ha anche bussato alla porta di Federconsumatori Reggio per riuscire ad avere, se mai occorresse, una tutela legale. Intanto però lui e la sua famiglia stanno al freddo.
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