Gazzetta di Reggio

Reggio

Indagine di Cna e Ecipar 

«È un dovere colmare la distanza tra scuola e mondo dell’impresa»

«È un dovere colmare la distanza tra scuola e mondo dell’impresa»

Il direttore Azio Sezzi: «Le aziende trovano difficoltà a reperire figure professionali adeguatamente preparate» 

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Quali sono i reali fabbisogni professionali delle imprese reggiane? Quali profili sono maggiormente ricercati e in quali aree organizzative?

Da queste domande ha preso il via un’indagine promossa da Cna ed Ecipar, ente di formazione del sistema, per orientare i giovani verso le reali esigenze delle imprese, con la finalità di progettare e realizzare azioni formative mirate e volte alla creazione di profili coerenti con le qualifiche e le specializzazioni più ricercate.

La strategia

I dati della ricerca sono stati presentati ieri sera in via Maiella dal direttore di Ecipar Claudio Tancredi, alla presenza di ospiti del mondo accademico e istituzionale. Un’occasione per sancire il rinnovato impegno dell’Associazione sui temi formazione e lavoro, come dimostrato dalla creazione di una nuova area dedicata denominata “Cna Educational” e dai numerosi progetti e accordi di collaborazione siglati con gli atenei di Modena e Reggio, Parma, Bologna, e i principali istituti scolastici della provincia. «Il tema della difficoltà di reperire figure professionali adeguatamente preparate – ha spiegato il direttore generale Cna Azio Sezzi – e la percezione della distanza tra la scuola e il mondo dell’impresa è stato certamente il più ricorrente nella fase di ascolto degli imprenditori, che ha preceduto la realizzazione del piano strategico Cna 2018-2021. Preoccupa, inoltre, il rischio dell’esaurirsi di alcuni “mestieri” proprio per l’impossibilità di trasmettere i saperi e le competenze ad essi legati alle nuove generazioni. Riteniamo sia un preciso dovere della nostra Associazione colmare questo gap, superare gli stereotipi e dare pari dignità a tutti i mestieri, soprattutto a quelli manuali, depositari del “saper fare” che ci ha resi famosi in tutto il mondo». «Cna si è sempre posta come partner di istituti scolastici e Università portando in aula gli imprenditori e nelle aziende gli studenti – ha sottolineato il presidente Cna Reggio Emilia Giorgio Lugli – e abbiamo da subito colto le potenzialità di uno strumento come l’alternanza scuola-lavoro. Molti istituti hanno fatto dell’alternanza un caposaldo della loro attività per favorire l’inserimento e l’orientamento di molti giovani all’interno delle Pmi. Per questo motivo, non condividiamo le modifiche apportate, volte a ridurre il monte ore di tirocinio in azienda, contenute nel Def (Documento Economico Finanziario) in discussione in questi giorni in Parlamento».

La svolta digitale

«L’impiego nelle micro e piccole imprese di giovani diplomati e laureati – ha concluso il presidente Lugli – serve anche a facilitare il passaggio verso la nuova “rivoluzione digitale” di cui Cna da tempo si sta facendo portavoce, rafforzando il suo impegno nella diffusione dell’innovazione e della cultura digitale tra gli imprenditori, che non si esaurisce negli obblighi normativi come quello della fatturazione elettronica ormai alle porte, ma apre le porte a nuovi modelli produttivi e gestionali. I cambiamenti fanno paura, l’importante è non affrontarli da soli. E con Cna le imprese, e da oggi ancora di più anche i giovani e le scuole, sanno di avere un partner affidabile al loro fianco».

Le istanze emerse nel corso dell’incontro sono state accolte dall’assessore provinciale all’Istruzione e alla Formazione professionale Ilenia Malavasi e dalla professoressa Anna Chiara Scapolan, docente del Dipartimento di Comunicazione ed Economia dell’Università di Modena e Reggio. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google