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Migliaia di appassionati alla festa del tartufo e dell’enogastronomia

DOMENICO AMIDATI

TOANOTanta gente, nonostante il freddo, per la seconda e ultima domenica della festa del tartufo di Cavola, evento gastronomico che, oltre al pregiato fungo sotterraneo, ha proposto tutta una serie...

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TOANO

Tanta gente, nonostante il freddo, per la seconda e ultima domenica della festa del tartufo di Cavola, evento gastronomico che, oltre al pregiato fungo sotterraneo, ha proposto tutta una serie di degustazioni di prodotti di origine locale, come Parmigiano Reggiano, funghi porcini freschi ed essicati, pecorino tosco-emiliano, formaggi di latte vaccino, salami, coppe, prosciutti, miele, aceti balsamici e Lambrusco reggiano.

La piazza e la via principale del paese sono state animate da una colorata mostra-mercato con tante bancarelle. Una festa che la Pro loco di Cavola organizza dal 1988, la prima organizzatai n provincia di Reggio Emilia.

L’11 e il 18 novembre è andata in scena la 31esima edizione della manifestazione, da sempre una delle più frequentate del settore. Migliaia di persone, in totale. Tante le bancarelle con tartufi di svariate dimensioni; sia quello bianco, più pregiato, che quello nero.

Una manifestazione che ha attirato tantissima gente: il paese era pieno, così come i ristoranti, che che hanno offero menù a base di tartufi (e non solo).

A farla da padrone è stato lo stand gastronomico ospitato nell’ormai collaudato centro polivalente Cavola Forum, dove amanti dei tartufi e semplici curiosi si sono dati appuntamento per gustare le specialità preparate dai cuochi della zona.

Tutto esaurito (oltre 550 commensali) al grande pranzo organizzato dalla Pro loco, per il quale i tanti volontari hanno servito un grande e completo menù a tema, il tutto allietato, alla fine, dalle musiche della banda musicale di Cavola. Un grande sforzo, quello degli organizzatori, che sono riusciti nell’intento di offrire un programma sempre variegato e, allo stesso tempo, vicino alla tradizione, portando la festa del tartufo a essere una delle manifestazioni più riuscite dell'intero Appennino reggiano. Parte del ricavato del grande pranzo sarà devoluto in beneficenza. —

DOMENICO AMIDATI

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