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Reggio Emilia, nascondono gli oggetti rubati nel tubo delle patatine Pringles: denunciati

Ambra Prati
Reggio Emilia, nascondono gli oggetti rubati nel tubo delle patatine Pringles: denunciati

Padre e figlio denunciati per ricettazione dai poliziotti della squadra mobile. Nella loro abitazione trovati telefoni, biciclette rubate e bottiglie di Champagne

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REGGIO EMILIA. Di giorno insospettabile magazziniere, dopo le 17 ricettatore su larga scala, attrezzato con un bilancino da gioielliere e lenti d’ingrandimento per verificare la qualità dell’oro. Due ucraini residenti in via Cecchi, padre e figlio incensurati di 47 anni e 22 anni, sono stati denunciati a piede libero dalla polizia per il reato di ricettazione e contraffazione di sigilli (per una targa falsificata).

L’indagine ha avuto origine dalla Sezione Antirapina della Squadra Mobile che ha notato, nella zona dell’Esselunga, il padre incontrarsi spesso con soggetti della criminalità russofona (georgiani, moldavi ecc) noti per essere dediti ai furti, sia in abitazioni sia in negozi. Il sospetto dei poliziotti di trovarsi di fronte ad un secondo livello è stato confermato quando il pm Iacopo Berardi ha ottenuto un mandato di perquisizione nell’appartamento di residenza in via Cecchi, laterale di via Bismantova in zona Crocetta.

Nell’appartamento, rivoltato come un calzino, è saltato fuori di tutto: monili in oro (orecchini, anelli, ciondoli, collane, due placchette cinesi, una medaglia da sciatore) nascosti dentro una confezione a tubo delle patatine Pringles nell’armadio e in una scatola di caramelle tra due materassi nel sottotetto; quattro orologi (due di marca Baume & Mercier da 4mila euro) nel comò; tre trapani Bosch e cinque occhiali da sole Gucci nella camera da letto del figlio; cosmetici (creme per il viso, profumi, mascara e fondotinta) ammassati in una scatola di cartone, insieme a cover per cellulari e tablet; nel garage quattro biciclette (due delle quali elettriche) e una ventina di bottiglie di champagne Moet & Chandon, una ancora con la placca antitaccheggio; una targa polacca falsa e libretti di circolazione da accertare.

E’ spuntata pure un’agenda blu, dove i due tenevano la contabilità. “Sono oggetti nostri, alcuni li abbiamo raccolti vicino ai cassonetti dell’immondizia”, hanno dichiarato gli interessati. L’ipotesi degli investigatori invece è che i due ricettatori fossero l’alternativa (più sicura rispetto ai Compro Oro) per piazzare refurtiva, che forse prendeva la via dell’estero, magari utilizzando i furgoni di pacchi che ogni settimana partono dalla nostra città alla volta dell’Ucraina: un’ipotesi che dovrà trovare conferme.

Nel frattempo si cercano i legittimi proprietari del maltolto: i derubati potranno visionare gli oggetti sul sito della questura di Reggio (nella bacheca oggetti rubati) o inviare una mail, con denuncia e foto, all’indirizzo squadramobile.re@poliziadistato.it.

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