Rifiuti reggiolesi nella cava da riaprire
La Provincia di Mantova la inserisce nel piano estrattivo, ma fino al 1978 lì veniva portata la spazzatura di tre Comuni
REGGIOLO
Fa discutere, nel Mantovano, l’inserimento della cava “Beccaguda” nel Piano cave della Provincia di Mantova. Tanto che la questione è diventata un oggetto all’ordine del giorno in consiglio comunale a Gonzaga.
NEGLI ANNI SETTANTA
La cava in questione si trova in via Ronchi, al confine con il Reggiano. Indagini archivistiche hanno permesso di scoprire che la stessa area è stata oggetto di deposito di rifiuti solidi urbani per il triennio tra il 1° gennaio 1974 e il 31 dicembre 1976, ed in seguito sino al 30 aprile 1978, come si evince dal contratto stipulato tra il Comune di Gonzaga e l’allora proprietario della cava. Tradotto: è servita come discarica di rifiuti solidi urbani per Reggiolo e per i Comuni mantovano di Gonzaga e Suzzara.
IN CONSIGLIO COMUNALE
Nei giorni scorsi, è stata presentata in consiglio comunale una mozione del gruppo di maggioranza “Vivere Gonzaga”, votata all'unanimità, che ha espresso la contrarietà dei consiglieri all’inserimento della cava “Beccaguda” nel Piano cave provinciale incaricando sindaco e giunta ad adoperarsi affinché i contenuti della mozione siano presentati alla Regione Lombardia in sede di approvazione definitiva del Piano cave.
La Provincia di Mantova, in accoglimento della richiesta avanzata da Emiliana Conglomerati – nuovo proprietario della cava – ha infatti inserito nel nuovo Piano cave il sito sostenendo che «la richiesta riguarda il completamento e il conseguente recupero di una vecchia cava autorizzata nel 1985 con escavazione sottofalda e mai completamente recuperata», e che la stessa porterebbe «ad un recupero definitivo dell’area ad uso naturalistico». Il fabbisogno massimo di materiale da estrarre per il prossimo decennio (il lasso di tempo in cui sarà valido il nuovo piano cave nel Mantovano) è di 18.679.473 mc per il settore sabbia e ghiaia. Nella vicina provincia lombarda sono 13 gli ambiti estrattivi individuati per sabbia e ghiaia: 4 sono nuovi, mentre gli altri ampliano o completano ambiti già previsti dal precedente piano. Due dei nuovi ambiti sono a Roverbella (a Belvedere e a Malavicina, rispettivamente per 1.400.000 e 1.450.000 metri cubi), gli altri a Volta Mantovana (400.000 metri cubi) e Gonzaga (Beccaguda, 500.000 metri cubi). —
M.P.
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