«Sul tetto della torre di San Prospero dopo 35 anni di attesa»
Le prime immagini scattate da Ovi, presidente del comitato Una vista mozzafiato sulla piazza da un’altezza di 40 metri
REGGIO EMILIA
«Dopo 35 anni, finalmente sul tetto». È entusiasta Stefano Ovi, presidente del Comitato Onlus per il restauro della torre, nel diffondere le prime immagini scattate dal tetto del campanile di San Prospero. Da tempo il comitato è impegnato nel recupero di uno dei simboli più amati dai reggiani. E nei giorni scorsi, ormai a ridosso della festa patronale, è stato annunciato finalmente il via libera al cantiere, per un costo stimato in circa un milione di euro. Nelle prossime settimane è in programma l’aggiudicazione dei lavori. Finora il comitato ha raccolto circa il 60% della somma necessaria. Fra le tante donazioni di cittadini, associazioni, privati ed enti (fra le quali la Manodori), è in arrivo anche un contributo della Cei. La torre, alta quaranta metri, attualmente è ingabbiata in un nuovo ponteggio, che l’avvolge completamente. Ed è proprio questa nuova impalcatura ad aver reso possibile al presidente del comitato di salire sul tetto, restituendo una vista mozzafiato, rimasta inaccessibile per 35 anni. Uno spettacolo che, senza poter raggiungere la copertura, negli anni scorsi ha già affascinato centinaia di reggiani, quando in occasione delle giornate del Fai lo stesso comitato aveva organizzato visite guidate a numero chiuso nel campanile, al suono dell’Unione Campanari Reggiani. In quella circostanza i reggiani erano saliti sulla sommità della torre, che grazie ai lavori entro i prossimi due anni il comitato vorrebbe rendere sempre fruibile per tutti i reggiani. —
E.SPA.
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