Gazzetta di Reggio

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L’OSSERVATORIO 

Aumentano i casi di violenza ma il sommerso rimane il 90%

Ambra Prati
Aumentano i casi di violenza ma il sommerso rimane il 90%

L’anno scorso gli accessi al Pronto soccorso sono stati 360 mentre 331 donne sono state accolte da Nondasola

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Gli stupri, nei primi dieci mesi del 2018, sono stati 19, contro i 13 dell’anno scorso. «Occorre rassegnarsi, non si esce dalla modalità spuria di raccolta dati. Nell’esperienza ventennale di Reggio Emilia su questo fenomeno i numeri, pervenuti ai diversi anelli della rete, non sono univoci e possono sovrapporsi. Rilevo però che i casi, dell’anno scorso e dei primi nove mesi di quest’anno, sono sempre in crescita».

Così l’assessore comunale alle Pari opportunità Natalia Maramotti, che ieri al teatro San Prospero ha presieduto il “Tavolo interistituzionale di contrasto alla violenza degli uomini contro le donne”, ha esordito presentando le iniziative in occasione della “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, indetta dall’Onu per domenica 25 novembre. Uno schieramento tutto al femminile, con l’assessore Maramotti che sottolinea: «Abbiamo ben presente l’articolo 3 della Costituzione, il tema è stato affrontato a Reggio in anticipo sui tempi».

Il luogo d’osservazione privilegiato – spiegano all’uniono le dottoresse Francesca Santi e Maria Stella D’Andrea – è il pronto soccorso del Santa Maria Nuova, dove nel 2017 sono arrivate 360 donne dicendo di aver subìto violenza; numero in notevole crescita, considerando che da gennaio al 30 settembre 2018 si sono contati 187 episodi. Trend in salita anche perquanto riguarda gli stupri: nel corso del 2017 i casi sono stati 13, a fine settembre 2018 eravamo già arrivati a 19. «L’unificazione dell’azienda ospedaliera e dell’Ausl di Reggio ha fatto sì che da quest’anno sia disponibile, al pronto soccorso, un medico legale e una procedura specifica per le vittime di stupro, prima assente», spiega Maria Stella D’Andrea, che in qualità di medico legale nel luglio scorso si era occupata della violenza ai danni di una reggiana 24enne in via Petit Bon.

Sono 331 le donne accolte nel 2017 alla Casa delle Donne dall’associazione Nondasola (anno di fondazione 1997), spiegano Alessandra Campani e la presidente Silvia Iotti, che hanno sottolineato come «i tempi della giustizia spesso non corrispondono alle proprietà personali».

Le vittime intercettate dai Servizi sociali del Comune, secondo la dirigente Germana Corradini, sono state 125, in crescita rispetto all’anno precedente (nel 2016 erano state 100) e sul totale sono 40 i casi del tutto nuovi.

Nel corso del 2017 la Procura di Reggio Emilia ha aperto 233 fascicoli per il reato i maltrattamenti in famiglia, 84 per violenza sessuale e 119 per stalking (l’anno precedente erano stati 108).

«I procedimenti aumentano in modo esponenziale ogni anno perché a mio avviso il lavoro capillare del Tavolo ha consentito di far emergere il sommerso», sottolinea il pm Maria Rita Pantani affiancata dal procuratore Marco Mescolini. Sommerso che – secondo le statistiche nazionali – rimane comunque il 90%.

«Non sempre la denuncia porta ad un esercizio penale, ma è importante rimarcare che ogni donna che si ritiene vittima di maltrattamenti o violenza viene presa in considerazione nel tempo più celere possibile», conclude Maria Rita Pantani.Da parte sua l’avvocato Giovanna Fava – che il 17 ottobre 2007 venne ferita durante la sparatoria in tribunale provocata da un uomo prima dell’udienza di separazione – sottolinea il calo degli ordini di protezione (solo 17 nel 2017) per le vittime, dovuto al fatto che si preferiscono altri strumenti di allontanamento del violento, e ha polemizzato con la separazione tra penale e civile:«Il 90% del sommerso lo troviamo nel civile, non è corretta questa separazione». —



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