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Il progetto di videosorveglianza piace e il ministero manda aiuti

Adr.Ar.

La sua realizzazione costa oltre 133mila euro, da Roma ne arrivano 53mila Prevista una ventina di telecamere “intelligenti”. Si comincia da Valestra

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CARPINETI. Oltre venti telecamere per controllare il territorio, parzialmente finanziate dal ministero dell’Interno. Il Comune ha ottenuto un finanziamento da 53.069 euro per il proprio progetto di videosorveglianza da 133.604 euro totali: l’idea è di installare diverse coppie di impianti di ripresa lungo le vie e gli svincoli strategici della zona, così da permettere la verifica del passaggio dei veicoli in entrambi i sensi di marcia.

il sistema

Le telecamere dovrebbero essere dotate del sistema di riconoscimento Ocr, in grado di leggere le targhe dei mezzi. In questo modo, sarebbe possibile identificare eventuali auto, camion o moto rubate: la tecnologia di lettura sarà collegata a un archivio in cui sono registrate le denunce e le segnalazioni sui mezzi.

In questi casi, partirebbe subito un segnale di allerta alle centrali operative dei carabinieri e della municipale.

Il progetto del Comune, curato nella parte tecnica dall’ingegnere Loris Cavandoli, è arrivato 170esimo a livello nazionale nella graduatoria stilata dal ministero dell’Interno per finanziare attività di videosorveglianza.

Le richieste sono state in tutto 2.426, di cui coperte dai fondi statali 428 e fra loro quelle di tre enti reggiani, i Comuni di Carpineti, Scandiano e Sant’Ilario. Nel paese appenninico arriveranno poco più di 53mila euro, gli altri 80mila saranno messi dallo stesso Comune. Ora si pensa all’applicazione concreta delle oltre venti telecamere necessarie per garantire la visione nelle principali strade.

Il primo cantiere di installazione è quello dell’area di Valestra, una delle zone più colpite dai ladri in questi anni, con decine di furti o tentali tali. Questo cantiere è già stato aggiudicato ad un’impresa locale, che ora dovrà provvedere al montaggio delle camere. Entro l’estate 2019 si punta poi ad allargare il raggio a Carpineti capoluogo e ai paesini sistemati lungo alcune delle strade di collegamento, come Montefaraone, Poiago, La Conca, la provinciale del Castello e il passo del Vò.

Il sistema prevede anche un automatismo in caso di guasti o manomissioni. Se una camera, per un qualsiasi motivo, smettesse di funzionare, l’impianto registrerà l’assenza di segnale e la girerà ai gestori tecnici. In questo modo sarà possibile intervenire in tempi rapidi evitando di mantenere zone d’ombra.

La banda larga

L’altro tema collegato è quello della banda larga ultraveloce. «Elemento determinante per questo progetto, redatto con tutta urgenza poiché il bando di finanziamento è rimasto aperto solo un mese, è stata la rete di Banda Ultra Larga che attraversa tutto il comune di Carpineti, necessaria per la trasmissione dei dati rilevati che richiedono molti bit», sottolinea il sindaco Tiziano Borghi.

Nei mesi scorsi nel carpinetano sono stati fatti lavori sulle strade per montare i cavi della fibra per la banda larga: per i privati l’internet veloce non è ancora disponibile, ma i collegamenti ora ci sono.

Le camere possono rappresentare un deterrente in una zona dove, soprattutto fra 2016 e 2017, i furti in abitazione sono stati davvero un problema serio. «Un traguardo importante. Un bel risultato per Carpineti che compie un bel passo in avanti in termine di sicurezza e di gestione del territorio. Oltre a contrastare la criminalità la videosorveglianza è utile per fini di protezione civile e per controllo del decoro urbano», aggiunge Borghi. —

Adr.Ar.

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