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L’Ausl: «Tutti i macchinari sono già stati sostituiti»

Leonardo Grilli
L’Ausl: «Tutti i macchinari sono già stati sostituiti»

La direttrice Cristina Marchesi illustra l’attuale situazione nelle strutture reggiane Sul batterio spiega: «Ha uno sviluppo molto lento, agisce in modo subdolo»

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reggio emilia. Che il “Mycobacterium chimaera” sia un organismo dannoso e in alcuni casi fatale per certe categorie di pazienti è una scoperta medica relativamente recente. Solo da pochi anni gli studi scientifici hanno evidenziato la correlazione fra decessi e infezioni da Chimera e, come accade in questi casi, le contromisure sono in costante evoluzione. Nonostante questo, però, la situazione nelle strutture reggiane attualmente non sarebbe preoccupante.

un batterio “subdolo”

Ad assicurarlo è la stessa direttrice sanitaria dell’Ausl di Reggio Emilia, Cristina Marchesi, che spiega anche la particolare natura del Chimera. «Si tratta – illustra la dottoressa – di un micobatterio che vive tranquillamente su superfici come acqua e terreno e normalmente non causa nessun problema. Solo in questi ultimi anni la letteratura internazionale ha associato la sua presenza in macchinari medici cuore-polmone ad alcune infezioni».

Il batterio, prosegue la Marchesi, ha «uno sviluppo lentissimo, fino a sei anni di latenza, e in questo senso è molto subdolo come la tubercolosi. Gli effetti dell’infezione si vedono a distanza di anni dall’esposizione».

la situazione a reggio

Un contagio che non ha risparmiato, purtroppo, nemmeno Reggio Emilia: «È accaduto che abbiamo avuto due decessi, nel giro di poco tempo, di persone che avevano come dato comune un pregresso intervento al cuore in momenti diversi. Quando ci sono queste associazioni si verifica se esiste un rapporto di causa effetto fra i due fattori, l’associazione fra la morte e il dato in anamnesi». Una correlazione non sempre immediata da riscontrare trattandosi di una scoperta «nuovissima, un problema su cui tutto il mondo si sta interrogando per capirne le dimensioni e i rischi reali».

macchinari sostituiti

Mentre la Regione Emilia-Romagna sta conducendo delle indagini per accertare se ci siano altri casi oltre ai due reggiani, la Marchesi rassicura la comunità: «Aspetterei a parlare di batterio killer, si parla di eventi rarissimi, di interventi di quel tipo se ne fanno a migliaia e l’ importante ora è diffondere un messaggio di tranquillità e capire le dimensioni del fenomeno. Chiaramente in via cautelativa le macchine utilizzate in precedenza sono già state dismesse e sostituite da strumenti sicuri, i cittadini possono stare tranquillissimi».

Da quando il contagio da Chimera è entrato nel dibattito medico, l’Ausl ha poi iniziato corsi di formazione per il personale interessato e, conclude la direttrice, «la clinica che ha utilizzato questi macchinari ha sempre seguito in modo scrupoloso le indicazioni della ditta per la sterilizzazione, aggiornate di volta in volta».

i sintomi

I sintomi dell’infezione da Mycobacterium chimaera possono comparire anche a distanza di mesi o anni dall’intervento chirurgico.

Si manifestano sotto forma di febbre prolungata e inspiegata, sudorazione notturna, arrossamento, calore o perdite di pus da una ferita, dolori muscolari, perdita di peso o notevole affaticamento. In caso d’insorgenza dei sintomi il ministero della Salute raccomanda di rivolgersi al proprio medico di base. —

Leonardo Grilli

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