Gazzetta di Reggio

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Alla scoperta delle botteghe artigiane dove si respira l’arte del “saper fare”

Chiara Cabassa
Alla scoperta delle botteghe artigiane dove si respira l’arte del “saper fare”

L’associazione “Mestieri d’Arte” nasce a Reggio Emilia per tutelare e promuovere competenze di altissimo livello  ma anche per valorizzare una tradizione plurisecolare che rappresenta tuttora un punto di forza dell’esagono 

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L’INIZIATIVA

Chiara Cabassa

Metti una passeggiata alla scoperta di botteghe artigiane, studi d’arte e laboratori di restauro. Nessun treno aereo o mezzo pubblico da prendere, perché tutto questo si trova a portata di mano proprio nel centro storico di Reggio Emilia.

Niente di più facile ma soprattutto affascinante, educativo e finanche terapeutico. Angoli che non ti aspetti, eccellenze tutte da scoprire e da ammirare, donne e uomini animati da una profonda convinzione: ciò che è fatto bene, con le mani e con il cuore, deve avere necessariamente un valore diverso e più alto. Convinzione dalla quale, quattro anni fa, è nata l’associazione Mestieri d’Arte grazie alla collaborazione della Fondazione Far-Studium Regiense, per tutelare e promuovere attività di alto livello qualitativo che si rifanno a un antico “saper fare”, frutto e vanto della cultura e della storia italiane. Obiettivo dell’associazione (presidente Roberta Notari, vicepresidente Laura Sassi) è anche valorizzare il centro storico, in cui le botteghe sono inserite e di cui sono parte integrante. Per questo Mestieri d’arte ha adottato come simbolo il sigillo che risale al 1307, quando si costituì la Società di San Prospero del Popolo e delle Arti della città di Reggio Emilia, rimasto in vigore fino alla nascita del Tricolore.

IL RICONOSCIMENTO

A conferma dell’alto livello degli artigiani che fanno parte dell’associazione Mestieri d’Arte, il fatto che a interessarsi di loro e ad inserirli nel proprio portale è stato il prestigioso Wellmade. Una piattaforma, certo, ma non solo. Wellmade potrebbe essere definita la community degli amanti del “ben fatto” che permette di scoprire i migliori artigiani, conoscere il loro lavoro e recensire i loro prodotti e servizi su misura. Gli artigiani aderenti appartengono a vari settori, quali l’oreficeria, il mosaico e la tappezzeria. Tanti i restauratori specializzati nel recupero e nella conservazione di dipinti, mobili in legno, opere su carta e tanto altro. E ancora giovani che tengono viva l’arte del calzolaio facendo pure scarpe su misura.

LE ATTIVITÀ

Nella primavera del 2015 Mestieri d’arte si è presentata alla città con una mostra collettiva delle proprie realizzazioni nella sala espositiva di Palazzo Casotti, organizzata in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia. Nello stesso anno, ha esposto a Spazio Gerra una mostra di opere inedite, create con l’utilizzo degli scarti di lavorazione delle varie botteghe. Dalla fine del 2016 l’Associazione collabora con la Fondazione Palazzo Magnani ed è presente nel bookshop della sede di Reggio Emilia, con pezzi unici realizzati per l’occasione ispirati al tema delle mostre in corso. E dal 2 dicembre allo Spazio Gerra partirà “Mani in gioco”, laboratori creativi con i mestieri d’arte tenuti da alcuni artigiani dell’associazione “Mestieri d’Arte». «Perché lavorare con le mani – spiega l’illustratrice e rilegatrice Anna Baldi che condurrà il primo laboratorio – permette di lasciare le ansie fuori dalla porta ma anche di scoprire capacità e potenzialità che non avremmo mai pensato di avere».

LA CURA

Ma qual è il filo rosso che tiene uniti e caratterizza il fare e il sentire di persone appassionate del proprio lavoro, che si contraddistinguono per il rigore professionale e culturale, le competenze tecniche e manuali, la capacità ideativa e progettuale? In una parola, cosa rende unico il lavoro artigianale? «Avere cura delle cose e delle persone» azzarda Anna Baldi, tra le fondatrici di Mestieri d’Arte, che ci accoglie nel suo caldo e colorato atelier aperto trent’anni fa nella centralissima via dell’Erba 2. «Non amo gli slogan, ce ne sono fin troppi – spiega Anna Baldi –, ma penso che sia proprio la cura a fare la differenza. Pensiamoci, ormai quando si entra in un negozio non si saluta nemmeno più. Non ci si guarda negli occhi. Non si crea empatia. E abbiamo perso l’abitudine di ascoltare. Chi al contrario entra in una bottega artigiana vive un’esperienza diversa. Oserei dire che facciamo anche un lavoro di psicoterapia, perché partendo da un oggetto si possono intavolare discorsi che attraverso i ricordi si perdono in mille rivoli. Quanto tempo serve a comprare un quaderno in cartoleria? Un paio di minuti? Io, quando vendo un mio quaderno, ci posso anche mettere 40 minuti perché è un tempo nel quale io e il cliente ci raccontiamo, ci confrontiamo e ci interroghiamo. Non a caso (e indica un angolo del suo atelier ndr) ho messo lì una poltrona dove chi entra può sedersi a leggere il giornale... o magari allattare. In una bottega, il tempo si misura diversamente perché al centro ci sono le esigenze delle individualità. «Quando metto il nome di una persona – continua Anna Baldi – su un oggetto creato appositamente per quella persona e per nessun altro, sento davvero cosa significa “avere cura delle cose e delle persone”».

mani e testa

Senza dimenticare che «se nel Nord Europa – sottolinea l’illustratrice – il concetto di artigiano è strettamente legato a quello di designer, in Italia ha ancora a che fare con il puro lavoro manuale tutto polvere e sudore. Quello che vogliamo fare attraverso la nostra associazione è anche dare freschezza al lavoro dell’artigiano proiettandolo nella contemporaneità. Quello dell’artigiano è un lavoro di mano e di testa. Alla base sta una ricerca continua: dall’idea si passa al progetto per arrivare alla realizzazione dell’oggetto. Ma non è finita qui. All’artigiano spettano anche la promozione e il marketing del proprio lavoro. Qualcosa di complesso e insieme unico». —





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