Gazzetta di Reggio

Reggio

infezione mortale 

Morti per il batterio Chimera Si indaga per omicidio colposo

Morti per il batterio Chimera Si indaga per omicidio colposo

La procura ha aperto da tempo un fascicolo senza indagati dopo i decessi avvenuti al Salus mentre in Regione scoppia la polemica su Venturi

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Da tempo la Procura sta indagando sui due decessi che sarebbero avvenuti per contagio da microbatterio Chimera: un fascicolo aperto con l’ omicidio colposo come ipotesi di reato.

A far scattare gli accertamenti i controlli voluti dal ministero della Salute con lo scopo di individuare tutte le persone infettate dal batterio tra il 2010 e il 2018 dopo quanto avvenuto in Veneto (cioè la morte di un anestesista che aveva lui stesso indagato sull’origine dell’infezione che lo stava uccidendo), da qui l’indagine della Regione e l’individuazione di due decessi dopo un ricovero in cardiochirurgia al Salus Hopsital di Reggio Emilia, con la prima nota ufficiale emessa dall’Ausl il 31 luglio scorso. Nel mese successivo l’ispezione dei carabinieri del Nas di Parma nella clinica reggiana, dove sono stati sequestrati due macchinari (al momento del blitz non più usati) utilizzati nelle operazioni cardiache.

Sequestri sulla scia di quanto accertato dalla Regione, cioè che tutto sembrerebbe legato a un particolare lotto di macchinari “cuore-polmone” che consentono la circolazione extracorporea durante interventi di cardiochirurgia. Mentre le indagini proseguono – sia quella della procura che gli accertamenti avviati dalla Regione, impazza la polemica contro l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi.

Il consigliere regionale della Lega, Gabriele Delmonte, ha depositato un’interrogazione alla Giunta: «È ingiustificabile il ritardo col quale Venturi si sta attivando per arginare i rischi connessi al “batterio killer” (Mycobacterium chimaera ndr), che ha già fatto 2 vittime in Emilia-Romagna e 6 in Veneto, benché il medesimo assessore fosse a conoscenza sin dalla scorsa estate dei probabili rischi connessi alla macchina cuore-polmone», utilizzata per regolare la temperatura del sangue in circolazione extracorporea durante gli interventi cardiochirurgici.

Pertanto la Regione non «ritiene opportuno attivare con immediatezza controlli ed indagini di laboratorio specifiche su tutti i pazienti sottoposti a interventi di cardiochirurgia con ausilio delle apparecchiature per individuare i potenziali infettati?», scrive infine Delmonte.

Alla polemica del leghista fa eco quella di Giulia Gibertoni del Movimento 5 stelle, che ha presentato una seconda interrogazione alla Giunta: «La Regione dovrebbe chiarire se la procedura indicata dalla Sorin per evitare la formazione del batterio Chimera all’interno dei propri macchinari sia stata eseguita o meno negli ospedali e il motivo per il quale non si è deciso di sostituire gli apparecchi con altri meno rischiosi per l’incolumità dei pazienti». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google