Boom degli anziani over 85 «Triplicheranno entro il 2050»
ll Consiglio Notarile di Reggio Emilia dedica una guida alla terza età e alle tutele Manghi: «Prende piede la coabitazione per tagliare spese evitando la solitudine»
REGGIO EMILIA. Co-housing, rendita vitalizia, prestito vitalizio ipotecario, contratto di mantenimento. Sono definizioni misconosciute ai più, ma che ben presto potrebbero entrare nella vita quotidiana delle famiglie. Lo rende noto il Consiglio Notarile di Reggio Emilia che, in contemporanea con l’uscita della quindicesima “Guida per il cittadino” quest’anno dedicata a “Terza età: strumenti patrimoniali, opportunità e tutele”, ha indetto per martedì prossimo una iniziativa pubblica che per la prima volta vedrà coinvolti, oltre alle associazioni di consumatori e al Comune di Reggio Emilia, anche i sindacati dei pensionati, a contatto diretto con questa fascia in continua crescita.
IL BOOM DEGLI ANZIANI
Una risorsa indispensabile per figli e nipoti quando sono in salute, un problema per i famigliari assenti o sempre più in affanno per i mille impegni quando insorgono malati e invalidanti. Gli anziani sono una fetta della popolazione in costante incremento e i dati snocciolati da Barbara Vigilante, dello Spi-Cgil, sulla base di un’analisi Cgil su dati Istat fermi al 2015, sono impressionanti. «Reggio Emilia ha una quota di pensionati over 65 pari al 20,5% della popolazione, in linea con la Regione (22%) e con la nazione. I pensionati nel 2015 erano 138mila in provincia e 46mila (su un totale di residenti di 171mila, circa un quarto) in città. Quelli che percepiscono la “minima” erano 7.730, ma alcuni possono contare su più di un trattamento pensionistico. La stime prevedono che nel 2050 la percentuale di over 65enni arriverà al 34%, con un boom degli over 85enni: nel 2015 i cosiddetti “grandi anziani” rappresentavano il 3%, triplicheranno al 9%». Ovvio che «la longevità dei reggiani, sempre più incanutiti, renderà indispensabile rivedere la nostra organizzazione della società, dei trasporti e dell’urbanistica». E che un futuro “nero” attende le fasce più povere.
GLI INDIRIZZI DEI NOTAI
«Il quadro della situazione e dei bisogni della terza età è variegato e le risposte vanno ritagliate su misura», ha premesso la presidente del Consiglio Notarile Maura Manghi. «Possiamo suddividere gli anziani in tre macro-categorie: chi ha un patrimonio e vorrebbe conservarlo; coloro che possiedono solo la propria abitazione e vorrebbero metterla a frutto; infine coloro che non hanno né un patrimonio né una casa, con trattamento minimo». Su questi ultimi, ha proseguito Manghi, «abbiamo coinvolto anche il Comune proprio perché, come professionisti, possiamo dare una risposta limitata a quanto si possiede». Tuttavia anche per chi ha un piatto che piange esistono possibilità e strumenti legali poco conosciuti per «alleggerire» la terza età. «Una richiesta che sta prendendo piede è il co-housing, la suddivisione delle spese di casa, che al contempo è una soluzione contro la solitudine - ha concluso Manghi - Oppure la rendita vitalizia, esistente da tempo ma poco sfruttata: l’anziano cede la casa ad un parente, che gli assicura l’usufrutto fino al decesso, in cambio di una somma mensile. Simile il contratto di mantenimento, che prevede dalla controparte non denaro bensì una cura quotidiana. Il prestito bancario ipotecario, che stanno lanciando gli istituti di credito, lascia libertà agli eredi: l’anziano firma l’ipoteca e alla sua scomparsa i figli possono decidere se estinguere il mutuo o autorizzare la banca a vendere l’immobile per rientrare della somma». —
AM.P.
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