I soci traditi chiedono il conto a Confcoop
Scatta la protesta dei prestatori della San Prospero e di Ab3: in fumo risparmi per quasi un milione di euro
Il mondo della cooperazione reggiana è di nuovo in fibrillazione. Dopo i casi determinati dai crac di imprese collegate a Legacoop (Unieco, Coopsette) ora è la volta di soci prestatori e sovventori della San Prospero e dell’AB3 affiliate a Confcooperative. Anche per loro, come per le prime, scende in campo la Federconsumatori.
Nella sala Pezzarossi della sede di via Bismantova si sono infatti ritrovate ieri mattina una ventina di persone che chiedono la restituzione di crediti, attualmente inesigibili. L’importo totale delle indisponibilità finanziarie è stimato in un ammontare complessivo di circa 829mila euro. O, almeno, questa è la cifra che sino ad ora è stata individuata perché non è ancora noto l’elenco completo di tutti coloro che vantano libretti di deposito che non sono disponibili.
Rino Soragni, che da un paio di mesi è presidente di Federconsumatori, si è chiaramente schierato al loro fianco ed ha invocato una ripresa dei contatti con Confcooperative interrotti ormai da troppo tempo.
«Dialogando con Legacoop – ha affermato – è stato raggiunto un accordo che prevede il recupero del 40% dei dieci milioni registrati nella procedura concorsuale e ciò, seppur con qualche rammarico, ha reso possibile una transazione generale. Ma con Confcooperative manca ogni collegamento e ciò mette in stallo ogni eventuale possibile accordo. Ci è solo pervenuta, ma da altre vie, soltanto l’ipotesi di un rimborso corrispondente a circa l’8-10% del capitale investito da ogni singolo socio. Una proposta che è ovviamente inaccettabile».
«Facciamo dunque appello – ha precisato Soragni – affinché sia aperta una trattativa tenendo conto del sistema mutualistico che è alla base del mondo cooperativo e ricordiamo al presidente di Confcooperative Matteo Caramaschi, che ha recentemente fornito una serie di brillanti risultati economici, che non giustificano simili atteggiamenti di chiusura. In attesa dell’avvio di un confronto diretto siamo quindi costretti a scendere in piazza valutando anche la possibilità di ulteriori iniziative qualora dovesse continuare l’indisponibilità di Confcooperative a qualsiasi confronto».
Il primo atto concreto è l’organizzazione di un presidio che si terrà, nella mattinata di lunedì 26 novembre, davanti alla sede della centrale cooperativa reggiana in via Largo Gerra e all’appuntamento è stata sollecitata la presenza di coloro che vantano giustificate pretese e di chi intende solidarizzare con questa comprensibile protesta. Con una ironica chiosa finale: «Ci auguriamo che il presidente Caramaschi, nella prossimità della festa di San Prospero, considerando lo stretto legame della cooperativa dedicata proprio al Patrono della città, dia un segnale di maggior disponibilità». La Coop San Prospero è entrata in liquidazione coatta amministrativa nel 2015; non si tratta di una coop speculativa ma abitativa che destinava il prestito sociale raccolto negli anni al reinvestimento in alloggi. In 26 anni sono state oltre 350 le case edificate ma la speculazione tentata al Parco Ottavi ha avviato il dissesto e ciò richiama per analogia quanto è accorso alla Cmr di Reggiolo. —
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