Incidenti: calo del 29% col Piano della mobilità
Indagine del Comune sul numero dei sinistri in 10 anni Il sindaco: «Abbiamo imboccato la giusta direzione»
SCANDIANO. Gli incidenti stradali e il numero di feriti sulle strade di Scandiano? In calo rispetto all’inizio del decennio. L’andamento emerge da uno studio commissionato dal Comune, basato sul confronto fra i dati Istat, quelli del servizio statistico della Regionale e quelli della polizia municipale Tresinaro-Secchia.
LA MAPpATURA
È stata poi effettuata una mappatura dell’intera rete stradale territoriale, per verificare i dettagli. L’analisi tocca un punto sentito dagli abitanti della zona: Scandiano è nel pieno del distretto ceramico, nel suo perimetro passano alcune strade ad altissima percorrenza, dalla statale verso Sassuolo alla variante Pedemontana e alle vie che tramite Arceto portano verso Rubiera, Modena e la via Emilia. Il traffico è una costante e così, inevitabilmente, gli incidenti più o meno seri. Le statistiche riportano i dati di un decennio, dal 2008 al 2017. Il periodo temporale è stato diviso in due blocchi: dal 2008 al 2012 e dal 2013 al 2017.
Il 2013 è l’anno dell’approvazione del Piano della mobilità scandianese e quindi è stato scelto come linea di confine, per capire quanto gli interventi del Piano abbiano inciso. Le varie cifre non sono state valutate in senso assoluto ma parametrate, anno per anno, al numero degli abitanti. Nel 2008 la popolazione era di 24.707 unità, nel 2017 è salita a 25.758, con una crescita costante dal 2011 in poi. Dal 2008 al 2012 la media è di 113.6 incidenti annui, con 2.2 persone morte nei sinistri per anno, oltre a 152.8 feriti. Cifre purtroppo elevate, 4.58 incidenti ogni mille abitanti.
GLI INCIDENTI
Dal 2013 al 2017 la media è di 82 incidenti: 6,2 decessi e 109.8 feriti annui, 3.26 incidenti ogni mille residenti. Di sé i numeri sono alti, anche se quasi “fisiologici” in una zona come quella scandianese. Nel secondo periodo si registra un calo del 27% degli incidenti con feriti e di circa il 28% del numero di feriti stessi. Anche la media di incidenti per abitanti scende del 29%, e questo dato va associato all’aumento del 2.4% della popolazione.
Interessante poi il “costo sociale” a carico della collettività di ogni incidente, una voce piuttosto peculiare, che a livello italiana viene calcolata usando i parametri dell’Istat e del ministero dei Trasporti. Dal 2008 al 2012 si parla di 48 milioni e 799.206 euro, dal 2013 al 2017 di 38 milioni e 218.131 euro. Tema delicato: su questa categoria incide inevitabilmente il numero dei decessi.
I MORTI
Lo sfortunatissimo 2008, con 5 morti sulle strade e 162 feriti, ha avuto un “costo” di 14milioni e 359.428 euro. Discorso simile per il 2014, segnato da 4 persone decedute a causa degli incidenti stradali e con un “costo” di 10 milioni e 871.145 euro.
Per il sindaco Alessio Mammi e l’assessore alla Mobilità Marco Ferri i dati sono «molto positivi e confermano la giusta direzione intrapresa con l’adozione del Piano e le opere realizzate. Gli interventi effettuati ( rotatorie, manutenzione delle strade, piste ciclabili, revisione della segnaletica, opere di dissuasione della velocità), uniti ai controlli più stringenti da parte della polizia municipale sulle infrazioni al codice della strada, hanno portato sull’intero territorio una riduzione significativa degli incidenti con feriti e della gravità». —
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