Gazzetta di Reggio

Reggio

contro la violenza di genere 

«Poche donne denunciano gli abusi»

Ambra Prati
«Poche donne denunciano gli abusi»

Gazebo della polizia ieri in piazza Prampolini per sensibilizzare la popolazione. Il prefetto: «Andrò di persona nelle scuole»

2 MINUTI DI LETTURA







«Andrò in prima persona nelle scuole (all’ultimo anno delle medie perché già lì iniziano le difficoltà) e alle superiori, per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema della violenza sulle donne. L’educazione a ragazzi e ragazze è fondamentale».

Si impegnerà in prima persona il prefetto Maria Grazia Forte, tra le numerose autorità presenti ieri mattina al gazebo informativo allestito dalla questura in piazza Prampolini. In vista della “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, fissata dall’Onu per domani, le poliziotte in divisa sono state avvicinate da diverse signore che hanno chiesto informazioni e ricevuto in cambio brochure e una rosa.

ANCORA POCHE DENUNCE Secondo il questore Antonio Sbordone «le violenze e i maltrattamenti in famiglia sono un fenomeno che non si fronteggia sulla strada, bensì con una prevenzione spinta, con una buona comunicazione e conquistando la fiducia delle donne». Su quest’ultimo aspetto Sbordone ha rilevato «lo squilibrio enorme tra le denunce presentate e i reati sui quali indaghiamo. La sfida è la prevenzione ad ampio raggio. Il mio “pallino” è agire sugli uomini, che denotano un’impreparazione sociale e psicologica rispetto all’emancipazione femminile».

Un gap e una discrepanza, quella tra la realtà e le denunce arrivate, confermata dal dirigente della questura Ignazio Messina: «Meno della metà dei fascicoli che apriamo per violenze di genere derivano da querele di parte: la maggior parte ha avuto origine da referti del pronto soccorso, da segnalazioni della scuola, da input dei servizi sociali».

Tra l’altro è attivo, dal 2017, il protocollo Eva (Esame violenze agite), che codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e inserisce nella banca dati della polizia (Sdi) una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi su quel nucleo familiare.

La Volante, prima di giungere sul posto, è così in grado di conoscere quanti altri interventi precedenti ci sono stati.

CORSIA PREFERENZIALE IN TRIBUNALE

Accanto al sindaco del Comune di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha presenziato al gazebo anche la presidente del tribunale reggiano, Cristina Beretti. «I fascicoli di violenza di genere hanno una corsia preferenziale volta ad accelerare i tempi, con udienze ravvicinate – ha spiegato – sia in collegiale sia in monocratico i processi si possono chiudere in sei mesi». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google