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Rubano dagli scaffali sette videogiochi ma vengono scoperte

Rubano dagli scaffali sette videogiochi ma vengono scoperte

Arrestate dai carabinieri due donne all’Ipercoop L’Ariosto La difesa: «Sono indigenti, volevano regalarli ai loro figli»

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REGGIO EMILIA. Pensano di non essere state viste mentre dagli scaffali si impossessano di 7 videogiochi e di un flacone detersivo, rimuovendo i sistemi antitaccheggio. È accaduto giovedì pomeriggio intorno alle 17 e la guardia giurata in servizio all’Ipercoop L’Ariosto non le ha mai perse di vista e si è più che accorto di quelle mosse furtive.

BLOCCATE CON LA merce

Quindi dai sospetti iniziali il vigilante ha delle certezze in mano e quando vede le due donne pagare alle casse solo articoli di poco conto, capisce che deve agire e segnala velocemente la vicenda alle centrale operativa dei carabinieri. In breve tempo una pattuglia giunge al centro commerciale di viale Morandi e i militari non ci mettono molto ad individuare le due ladre che hanno ancora addosso la refurtiva del valore di circa 300 euro. Dinanzi alla flagranza di reato, ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia non è rimasto altro da fare che portare le due donne in caserma dove, al termine delle formalità di rito, sono state arrestate per furto aggravato. Si tratta della 42enne Samantha Truzzi e della 23enne Wendi Esposti che vivono rispettivamente in un campo nomadi di Granarolo (Bologna) e Reggio Emilia.

IN TRIBUNALE

Poche ore dopo, cioè ieri mattina, davanti al giudice Simone Devoto Medioli hanno entrambe ammesso il furto per poi ascoltare – a testa bassa – le decisioni del magistrato che convalida gli arresti, rimarca la disinvoltura con cui le arrestate hanno agito per poi vendere quella merce nel mercato clandestino parallelo e dispone una misura restrittiva (l’obbligo di firma, tre volte alla settimana) solo per la 42enne su cui pesano due precedenti penali specifici. Saranno processate il 7 dicembre. «Le mie assistite hanno ammesso gli addebiti – spiega a fine-udienza l’avvocato difensore bolognese Bruno Salernitano – ma sono mortificate. Hanno problemi economici ed avendo entrambe dei bambini sono state spinte a rubare per fare un regalo ai loro figli e non farli sentire diversi dagli altri». —

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